C’√® una zona nel Piemonte tutta da scoprire, un angolo di terra sabauda di raro fascino. L’ultimo ponte dell’Immacolata l’abbiamo trascorso l√¨: a cavallo fra Alba, Cuneo e le colline coperte di vigneti delle Langhe. Paesaggi da cartolina, persone vere, bellezze architettoniche e prelibatezze enogastronomiche si fondono in questo lembo di terra con grande armonia e malcelato orgoglio per le proprie qualit√†. Vi¬†riproponiamo oggi il percorso che¬†abbiamo seguito, le tappe che¬†abbiamo fatto,¬†sotto forma di itinerario enogastronomico, con indirizzi e luoghi che potrebbero servirvi. Piccola premessa, il progetto era ambizioso: sei cantine in tre giorni, fattibili ma dovete amare il vino in tutte le sue declinazioni e farvi trasportare dal lento¬†ritmo della terra

ed adesso iniziamo

La partenza √® avvenuta gioved√¨ mattina da Milano in macchina (fondamentale per i trasferimenti da un paesino all’altro, il percorso √© impraticabile se volete farlo in treno!).¬†Per cominciare col piede giusto, la prima tappa che ci attendeva era la Cantina Silvio Grasso, sita a La Morra, frazione Annunziata. Una realt√† vinicola di alto livello relativamente giovane, nata dalla passione e dalla dedizione di una famiglia per la cura della vigna e la lavorazione del Nebbiolo, principe indiscusso di queste valli. Il padrone di casa √® una persona squisita, di quelli con cui resteresti per ore a parlare di vino e di cucina e¬†dei massimi sistemi dell’universo. Il Barolo √® notevole e grazie alla variet√† degli areali di provenienza, un passaggio in questa cantina rappresente un ottimo punto di partenza per familiarizzare con le differenti sfumature che questo stupendo vino assume a seconda della vigna di produzione

Salutato il signor Grasso, la giornata √® proseguita con un rapido passaggio¬†alla Country House il Vigneto di Roddi, che si trova a Roddi appunto, base strategica del raid langarolo. La posizione √® invidiabile, da qui si dominano letteralmente le vallate circostanti¬†e si¬†gode di una vista mozzafiato a 360 gradi su tutta la regione.¬†Altro punto di forza della struttura che ha fatto propendere per¬†essa la scelta √®¬†l’ottimo ristorante di cui √® provvista

Dopo un¬†breve, ma doveroso passaggio ad Alba, che successivamente¬†godr√† ancora delle nostre attenzioni, siamo ripartiti alla scoperta della seconda cantina: Terre da Vino, a Barolo. Una struttura pregevole dal punto di vista architettonico per la cura che √® stata posta nell’inserimento paesaggistico ed entusiasmante per la passerella sopra la barricaia da dove si sovrastano migliaia di piccole botti di rovere, gelosi forzieri ricolmi dell’oro rosso piemontese. Il ventaglio di vini proposti dalla cantina √® molto vasto e comprende tutti i varietali del Piemonte centro meridionale, permettendo di concentrare un lungo percorso enoturistico nei pochi, si fa per dire, metri quadrati dell’enoteca

¬†Per la cena abbiamo scelto un ristorante d’eccellenza, a cui √® stata da poco confermata con pieno merito¬†la stella Michelin: Delle Antiche Contrade dove¬†gli chef Juri Chiotti e Diego Rossi¬†(che avevamo conosciuto in precedenza ad un evento svoltosi¬†a Milano)¬†ci hanno coccolato enogastronomicamente. Un viaggio nella cultura culinaria Occitana, fatta di piatti poveri, ma di materie prime di altissima qualit√† lavorate con cura, di grande amore per la propria terra e rispetto delle proprie radici. Una tappa irrinunciabile per gli amanti della buona cucina che dovessero passare dalle parti di Cuneo

¬†La giornata di venerd√¨ si √® aperta con una lunga ed apprezzatissima tappa alla Cantina Adriano Marco e Vittorio ad Alba fraz. San Rocco Seno d‚ÄôElvio, dove si pu√≤ respirare la passione e percepire l’orgoglio di una famiglia di vigniaioli per la propria attivit√† e ci√≤ che ne risulta. Una differente espressione del Nebbiolo, che in queste zone diventa Barbaresco, che conserva intatte le peculiarit√† dell’uva nel bicchiere e che si esprime molto bene con il tempo, dopo che l’iniziale irruenza tipica di questo vino si stempera e si ammorbidisce. Una volta da queste parti non si pu√≤ mancare la cittadina di Neive, grazioso paese medievale inserito fra i borghi pi√Ļ belli d’Italia dove ci siamo fermati per un pranzo davvero interessante all’enoteca Degusto, i cui agnolotti del plin con sugo di arrosto sono assolutamente¬†inenarrabili

Rinfrancati dal pranzo tutt’altro che frugale ci siamo quindi diretti verso il paese di Verduno per far visita alla¬†Cantina del Castello di Verduno. Una realt√† vinicola tutta al femminile in cui si ha la possibilit√† di degustare, fra gli altri, anche¬†il Pelaverga, un vino autoctono¬†dalle caratteristiche sensoriali¬†uniche nel suo genere, da provare. Prima di cena siamo ritornati ad Alba la quale, illuminata per l’approssimarsi del periodo natalizio, emana un grande fascino, sottolineato ulteriormente dalla fragranza di tartufo che, pur essendo finita la fiera, continua a spandersi nell’aere dalle piccolo botteghe specializzate. La giornata si √® poi conclusa nel ristorante¬†Vigneto di Roddi, dove pernottavamo

Serralunga d’Alba ed i suoi paesaggi ci hanno accolti sabato mattina. Il fascino del castello √® davvero unico, arroccato in cima alla¬†collina¬†di Serralunga¬†domina completamente tutta la zona¬†costituendo anche un bellissimo punto panoramico. Il Barolo che si ricava¬†dalle vigne di questo stupendo paese ha un carattere deciso e maschile, un tannino intenso e longevo. Se volete degustare¬†un’espressione emozionante di questo vino non potete mancare la Cantina Schiavenza a conduzione pienamente familiare produce un vino tradizionale ed¬†esaltante. Lasciata Serralunga¬†ci siamo¬†diretti verso¬†la citt√† di¬†Barolo, dove abbiamo pranzato in un piccolo ma molto accogliente ristorante:¬† Alla Cantinetta

L’ultimo pomeriggio in Langa l’abbiamo dedicato alla visita¬†di Grinzane Cavour e del suo imponente castello, sede dell’omonimo premio letterario¬†e della Cantina Azelia a Castiglione Falletto, con la quale abbiamo concluso egregemente il tour. La passione riposta dalla famiglia Scavino nella vitivinicoltura si traduce in un vino fine e delicato, pieno e corposo. Naturalmente la punta di diamante √® costituita dai differenti cru di Barolo, tutti di eccelso livello

Alla prossima gita fuori porta enogastronomica