Dal 7 marzo al 28 giugno 2026, il MUDEC – Museo delle Culture di Milano ospita la mostra “100 fotografie per ereditare il mondo”, un progetto espositivo che attraversa due secoli di storia della fotografia attraverso una selezione di cento scatti iconici. La mostra è curata da Denis Curti, in collaborazione con Alessio Fusi e Alessandro Curti, ed è prodotta da 24 ORE Cultura, con Zurich come Main Sponsor e il supporto di Turisanda1924, brand di viaggi di Alpitour World.

Pensata come un viaggio visivo nella memoria dell’umanità, l’esposizione riflette sul ruolo della fotografia come linguaggio capace di raccontare il passato, interpretare il presente e immaginare il futuro. Attraverso immagini che attraversano epoche, culture e linguaggi diversi, la mostra invita a interrogarsi su come le fotografie abbiano contribuito a costruire la nostra memoria collettiva.

Il percorso espositivo si apre con la sezione “Società senza immagini – società con le immagini”, dedicata alla nascita della cultura visiva moderna. Dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipi e cartes de visite raccontano il passaggio da un’epoca in cui l’immagine era rara e preziosa a un momento storico in cui la fotografia diventa parte integrante della vita quotidiana e della costruzione dell’identità.

La mostra prosegue con “Nascita della fotografia”, sezione che ripercorre le prime sperimentazioni del mezzo fotografico con autori come Nicéphore Niépce, Louis Daguerre, Julia Margaret Cameron, Hippolyte Bayard e Roger Fenton, fino agli studi sul movimento di Eadweard Muybridge.

Con “Fotografia: tra realtà e finzione” il racconto entra nella modernità, tra le sperimentazioni visive di Man Ray, le inquadrature avanguardistiche di Aleksandr Rodčenko, la celebre Satiric dancer (1926) di André Kertész e scatti iconici come Behind the Gare Saint-Lazare (1932) di Henri Cartier-Bresson e Dali Atomicus (1948) di Philippe Halsman.

Il percorso continua con una riflessione sul ruolo della fotografia come documento storico, con immagini che raccontano eventi cruciali del Novecento e della contemporaneità: dalla Migrant Mother (1936) di Dorothea Lange allo sbarco dell’uomo sulla Luna (1969), fino alle fotografie realizzate da Joel Meyerowitz a Ground Zero dopo l’11 settembre.

Completano la mostra le sezioni dedicate alla fotografia come diario personaleevocazione simbolica e bussola per il futuro, con autori contemporanei che affrontano temi centrali del nostro tempo come identità, migrazioni, conflitti e crisi ambientale.

In parallelo alla mostra, uno spin-off gratuito sarà ospitato dal 7 marzo al 28 giugno nella sede di Zurich in via Santa Margherita 11 a Milano, con una selezione di sette fotografie presenti in esposizione. Inoltre, sabato 14 marzo alle ore 17, l’Auditorium del MUDEC ospiterà un dialogo tra Denis Curti ed Ettore Molinario dedicato ai duecento anni dalla prima fotografia di Niépce.

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