La cucina sta diventando sempre di più un locale da condividere e non più da relegare all’interno di una piccola stanza. Il cibo infatti ha assunto negli ultimi anni un’importanza trasversale non solo a livello di nutrizione, ma anche a livello sociale. Ci si ritrova nelle case sempre di più per mangiare insieme, per condividere un’azione quotidiana intima ed importantissima. Il ruolo della cucina sta quindi cambiando e anche la sua forma segue questo cambiamento con importanti novità.

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Mentre prima l’ambiente della cucina era separato dal resto della casa e veniva utilizzato soltanto per la preparazione e la consumazione dei pasti, ora diventa quasi un elemento centrale delle abitazioni e, secondo una nuova tendenza, diventa parte integrante della zona giorno. Vengono così abbattute le pareti per realizzare ambienti ampi dove la cucina e il salotto si fondono in un unico nuovo ambiente. Di conseguenza anche lo stile della cucina cambia completamente ed un elemento in particolare diventa fondamentale: il piano di lavoro. Denominata semplicemente TOP questa superficie diventa punto focale essenziale per la preparazione e l’impiattamento dei cibi ma la domanda è

in che materiale lo scegliamo?

Perché, se da una parte la varietà di materiali con i quali può venir realizzato il piano di lavoro in cucina è un grandissimo vantaggio, dall’altra bisogna capire come destreggiarsi fra le diverse proposte. Iniziamo subito con il più conosciuto: il grès laminam. Si tratta di una miscela di materie prime naturali – rocce granitiche, argille di cava e pigmenti ceramici –  macinata e sintetizzata (trattate termicamente) a 1300° e poi lavorata in lastre sottilissime le cui caratteristiche rimangono inalterate nel tempo. Il grès laminan è molto resistente al calore, grazie agli urti e all’usura. La sua superficie, igienica e antibatterica, resiste alle infiltrazioni d’acqua e al vapore acqueo ed a bassissima curiosità. Il grès inoltre è ecologico e si può riciclare.

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Il secondo materiale di cui vi vorrei parlare per la realizzazione del piano di lavoro in cucina il lapitec: una pietra sinterizzata a tutta massa lavorato in grandi lastre senza resine né derivati del petrolio. È un materiale completamente inerte che unisce la naturalezza dei colori e delle finiture tipiche della pietra naturale alla facilità di lavorazione che consente la creazione di piani di grandi dimensioni con elevatissime proprietà fisiche e meccaniche. Il lapitec totalmente privo di porosità, non assorbe e non si macchia, è inattaccabile da acidi e solventi e resiste a urti e abrasioni. Inoltre è incombustibile e insensibile ai raggi.

Proseguiamo con il cemento. I top in questo materiale sono formati da pannelli listellari di legno che vengono rivestiti manualmente con 8 strati complessivi di fondo aggrappante, ecomalta media e fine più applicazioni di vernice protettiva ed uno diversificante che ne rende ancora più resistente la superficie. L’ecomalta ha tempi di asciugatura naturali di 4/ 8 ore – È a base d’acqua – a cui poi segue una leggera levigatura. Il cemento è impermeabile e invulnerabili alle macchine e ha una buona tenuta al calore e all’abrasioni.

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Fra le proposte troviamo materiale composito avanzato, formato da minerali in resina più pigmenti colorati che presenta alte prestazioni funzionali ed estetiche: il solid surface. Estremamente duttile, può essere intagliato, fresato ho lavorato come il legno, modellato e plasmato su misura e consente di realizzare superfici piane e curve, senza giunture visibili. È piacevole al tatto per la sua si tradita, è traslucente alla luce, non può rosa, non richiede finiture aggiuntive perché nasce predefinito, Resistente urti, sostanze aggressive calore ed è reciclabile. Il solid surface possiede infine una caratteristica: le piccole screpolature che dovessero eventualmente presentarsi si possono eliminare con una carta vetrata.

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Uno dei più famosi in commercio è senza dubbio la combinazione di quarzo, fino a 93%, resina poliestere e pigmenti naturali: l’okite. È un materiale sicuro e igienico, resistente a macchie, calore e graffi, cinque volte più forte del granito. Non è poroso e non assorbe liquidi E ha un ottimo livello di protezione d’olio, caffè, vino, bevande gassose da molti altri prodotti di uso quotidiano. L’okite rispetta l’ambiente perché utilizza materiali provenienti da fonti green e processi produttivi ecosostenibili di qualità certificata.

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Chiudiamo in bellezza con il fenix ntm, un materiale innovativo delle prestazioni tecnologiche all’avanguardia. La parte esterna è trattata con resine acriliche di nuova generazione, indurite e fissate attraverso il processo di electron beam curing. La sua superficie è soft touch, opaca, anche impronte per preparare le grazie all’uso della nanotecnologia, Che consente di rigenerarsi di eventuali micro graffi superficiali. Idrorepellente ed antimuffa, il fenix ntm resiste ad abrasione, strofinamento, calore secco, urti, solventi acidi e reagenti di uso domestico.

A questo punto non vi resta che scegliere il vostro preferito E decidere quale sarà il materiale protagonista del vostro nuovo piano di lavoro in cucina.

 

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