Addio ciuccio

Se usato con buonsenso il ciuccio non ‘vizia’ il bambino!

Il ciuccio può diventare un ‘vizio’ per il bambino? Dipende dall’uso che se ne fa. “Il ciuccio può aiutare a tranquillizzare e dare benessere al bambino. Specie durante i primi mesi e specie in alcuni momenti in cui può essere più agitato”. “Ma questo non significa dare il ciuccio al bambino tutte le volte che piange senza curarsi di cercare quale sia il problema; così facendo il bambino rischia di diventare davvero ciuccio-dipendente perché, non sentendosi compreso, il ciuccio diventa l’unico oggetto che gli permette di tranquillizzarsi.

È importante invece che i genitori si sforzino innanzitutto di comprendere il bisogno reale, in modo da soddisfarlo o individuare sistemi alternativi di consolazione, come offrirgli il seno materno, prenderlo in braccio, avvolgerlo in una copertina per contenerlo, cantargli una ninnananna. Anche perché più il bambino usa il ciuccio più diventa difficile toglierlo quando arriva il momento.

4 passaggi per dire Addio al ciuccio

Dire basta al ciuccio è un compito spesso arduo, che talvolta richiede anche scuse fantasiose e creative alle mamme più in difficoltà. Non esiste un momento preciso in cui il succhietto andrebbe tolto. Il tuo bambino hai i suoi tempi, le sue esigenze e suoi bisogni di rassicurazione e sarai certamente tu a capire quando sarà pronto.

Anche se il tuo bambino sembra davvero inseparabile dal suo amato succhietto, non disperare!

  1. A piccoli passi verso l’addio

Consentite al bambino il succhiotto solo in casa. Poi restringete progressivamente i momenti in cui può usarlo, fino ad ammettere il ciuccio solo per andare a dormire.

  1. Preparatelo al cambiamento

Pianificate l’addio in un periodo in cui il bambino è calmo e spensierato, per esempio durante le vacanze. A che età bisognerebbe togliere il ciuccio: secondo gli esperti entro i due anni per evitare disturbi dentinali.

Tre giorni possono essere sufficienti: i bambini si abituano meglio ai cambiamenti quando sono ben preparati all’idea.

  1. Usate le parole giuste, un tono calmo e rassicurante

Evitate espressioni colpevolizzanti e paragoni con altri bambini. E’ importante usare un tono calmo e rassicurante. Ditegli semplicemente, “Ora sei grande e pronto per lasciare il ciuccio”: deve suonare come un’informazione di ciò che avverrà e non come l’annuncio di un evento.

Un suggerimento: raccontategli che porterete il succhiotto di un centro di riciclo plastica e si trasformerà in un gioco nuovo. Un regalo per lui! Oppure raccontategli la storia della fatina dei ciucci.

  1. Non tornare sui tuoi passi alla prima difficoltà o al primo pianto inconsolabile.

 

A proposito dell'autore

Asilo Papaveri e Papere, attivo dal 2002, si trova a Milano in Viale Umbria 63. La struttura di oltre 300 metri quadrati accoglie i bambini sin dalla primissima fascia d’età (dai 3 mesi ai 3 anni) con affetto e calore, in un ambiente sereno a misura di bambino. Obiettivo primario di questo servizio socio-educativo è il benessere dei piccoli. Il progetto pedagogico, di cui i genitori assieme ai propri bambini sono protagonisti principali, si fonda infatti su tre parole chiave: CRESCERE, EDUCARE e APPRENDERE.

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