Giovedì sera ho partecipato con molto entusiasmo e curiosità al secondo appuntamento degli aperitivi-dibattiti dedicati ad argomenti di grande attualià legati al mondo dei giovani, organizzati da Cristina Stancari, Assessore alle Pari Opportunità della  Provincia di Milano, in collaborazione con il web magazine Mondo Rosa Shokking.

Il tema della serata era “I GIOVANI E LA MODA, talento, creatività e prospettive per le nuove generazioni nel Fashion Business” e la location era il locale See you at one

Al dibattito hanno partecipato (da destra a sinistra nella foto sovrastante) il Prof. Arturo dell’Acqua Bellavitis, professore ordinario di Disegno Industriale presso la Facoltà di Design del Politecnico di Milano, direttore di Indaco (Dipartimento di Industrial Design, Arti, Comunicazione e Moda) e presidente della Fondazione Museo del Design; Silvia Garnero, assessore alla Moda della Provincia di Milano; Laura Magni, addetto stampa moda, docente all’Istituto Marangoni e allo IED Moda Lab e Alessandra Colombo, stilista.

Ciascuno di loro ha avuto modo di presentarsi nel contesto in cui ci si trovava e di spiegare l’importanza sotto il proprio punto di vista di questa iniziativa.
Un punto saliente della discussione è stata l’importanza del Made in Italy, come scopo vero e proprio della determinazione e dello studio dei giovani stilisti, perchè nel nostro paese esistono ancora moltissime produzioni, e per alcuni settori (come per il tessile d’arredo) siamo ancora i maggiori produttori.
Questo è importante proprio nella visione globale della produzione, perchè non è vero che bisogno necessariamente andare all’estero, prima di tutto perchè solo a Milano ci sono fior fior di scuole e istituti di specializzazione del settore e poi perchè sempre qui da noi le possibilità di imparare il mestiere sono molteplici.

Dall’intervento del professor dell’Acqua si è tratta l’importanza dei docenti sulla formazione, i quali hanno il delicato compito di scoprire quali sono le qualità della persona che hanno davanti e tirarle fuori per poterle potenziare al massimo.

Laura Magni, collaboratrice e docente presso due dei più importanti istituti per la formazione del settore di Milano, sottolinea la maggior opportunità di apprendere che un neo laureato può acquisire nei piccoli studi di comunicazione, piuttosto che presso i grandi marchi, a volte troppo strutturati per permettere tramite uno stage di arricchire le conoscenze dello studente.

Alessandra Colombo, stilista, ha portato invece la sua esperienza diretta da neo diplomata a dipendente per una grande firma. Dopo qualche anno di apprendistato ora si trova freelance per sua scelta e spiega le difficoltà di mettersi in proprio, sopratutto per l’aspetto economico che ciò comporta.

Erano inoltre presente sette giovani stilisti neolaureati della Facoltà di Design del Politecnico di Milano, ciascuno dei quali ha presentato nel corso della serata un proprio abito (che vedrete dettagliatamente illustrati nel post di domani), risultato dei progetti di tesi di laurea seguiti dall Prof.ssa Maria Grazia Soldati ed arrivati tra i finalisti della 3° edizione del Premio Fashion Details Award 2010

Vi lascio ora qualche scatto della piacevole location che ha visto lo svolgersi di questa importante iniziativa

A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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2 Risposte

  1. Eli ::: The Gummy Sweet

    Ciao dolce Laura!!!
    che bel post!
    Sono d'accordo sul non dover necessariamente portare la produzione all'estero.
    Qui nella mia zona esistono molte aziende di abbigliamento e fortunatamente alcune di esse non producono all'estero.
    Purtroppo la manodopera qui in Italia costa parecchio e per far fronte a certi costi di produzione è necessario trovare un giusto rapporto tra prezzo di vendita e volumi venduti.
    Molte aziende non riescono a coprire i costi e scelgono di esportare la produzione, altre invece riescono a mantenere il loro prodotto made in Italy (che credo sia un notevole valore aggiunto) e a far fronte a tutti i costi. Non è certamente facile….mah… speriamo che migliori la situazione!!

    un bacione!!!