A luglio Gaia e Giada avevano 7 mesi e mezzo. Abbastanza piccole da non subire i traumi tipici dei mesi successivi (paura dell’estraneo..) ma abbastanza grandi da comprendere luoghi e ruoli.
Da lì la scelta di mandarle al nido e fare l’inserimento.
Sì, per le mie piccole ho scelto una struttura di appoggio in barba a tutti i consigli – non richiesti – fioccati da mamme, nonne e donne senza figli. C’è chi vede il nido come il luogo dove abbandonare i propri figli e lo vive malissimo, chi ha i nonni e li prenota giornalmente per sessioni full time con i nipoti, chi può dedicarsi ai propri figli h24 .. i casi, come sempre, sono molteplici.
Ma torniamo a G&G: il mio caso è piuttosto fortunato. Lavorando in proprio posso scegliere orari e giorni, eventi e trasferte. Quattro nonni anziani ma pieni di entusiasmo ci aiutano con piacere godendosi le nipoti. E allora vi chiederete il perché di questa scelta.
Il motivo è composto da 5 fondamenti (che elenco in ordine sparso):
  1. I nonni devono fare i nonni. Mi spiego. I nonni sono quelle persone che viziano i nipoti, li coccolano, li vivono e gli regalano ciò che è nel loro ruolo. I nonni non dovrebbero diventare mai ne i genitori ne gli educatori. I nonni dovrebbero essere quell’elemento di rottura che permette ai bambini di comprendere lo svago e lo stare bene senza troppe regole. Non ero quindi d’accordo nel delegare ai nonni una responsabilità giornaliera di tale calibro
  2. Professionalità. Non esiste un patentino che viene rilasciato al momento del parto. Purtroppo non esiste nemmeno un libretto di istruzioni. Diventare genitori è una continua scoperta, un continuo apprendimento. Ogni giorno si impara qualcosa e lo si insegna. Ci sono però persone che studiano per stare con i bambini, stimolare le loro funzionalità, capire i loro bisogni e supportare i genitori in questo percorso nuovo e complesso. Queste persone assumono diversi nomi: puericultrici, educatrici, maestre .. in base all’età dei bambini con i quali hanno a che fare e, anche se sembra una banalità scriverlo qui, hanno le competenze per poter passare del tempo con i nostri figli facendoli crescere nel modo più sano e corretto possibile
  3. Le mie bimbe sono gemelle. Omozigoti. Significa che parliamo della stessa cellula che si è divisa in due. Hanno condiviso l’esperienza pre natale e vivono ogni giorno vedendo e vivendo le stesse cose, le stesse persone, gli stessi ambienti. Però sono due persone diverse e, se da una parte è meraviglioso che sviluppino un loro personale linguaggio, dall’altra è corretto che comprendano che esistono altri bambini con i quali interagire, anche singolarmente. Inoltre hanno caratteri e attitudini molto diverse e affinché queste caratteristiche fondamentali emergano bisogna “muovere le corde giuste”
  4. Il lavoro. Lavorare a volte non è una scelta. E, anche se facciamo il lavoro dei nostri sogni, abbiamo comunque orari, appuntamenti e scadenze da rispettare. Esistono gli imprevisti, i clienti complessi e i viaggi. Sapere che le bimbe sono in un luogo perfetto per loro, si divertono e imparano non può che remare a favore anche del lavoro che posso così svolgere in tranquillità e magari finire prima per stare con loro senza telefono costantemente in mano.
  5. Casa nostra è un appartamento milanese dalle dimensioni ridotte e spesso io lavoro in casa. La possibilità di prendere una tata (fra le altre cose una tata per gemelli è incredibilmente difficile da trovare!) era stata vagliata come idea ma diventava impossibile pensare di lavorare nello stesso ambiente dove una tata “intratteneva” Gaia e Giada.
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Questi sono solo alcuni dei motivi che mi hanno spinto verso il nido. E, dopo aver preso questa decisione, ecco che arriva l’ardua ricerca.
La ricerca del nido può essere complessa e muoversi per tempo (sopratutto in città affollate come Milano) può fare la differenza. Per un asilo pubblico è ideale mettersi in lista negli ultimi due mesi di gravidanza se si vuole avere la certezza di poter tornare al lavoro dopo i canonici 3 mesi dal parto. Per gli asili privati i tempi possono essere più diluiti ma i posti sono sempre limitati e conviene pensarci con qualche mese di anticipo.
La mia scelta è stata dettata da alcuni fattori che ritengo di fondamentale importanza:
  1. Pancia. Non ci sarà brochure, sito internet o scambio mail che batterà mai la sensazione di pancia. La scelta del nido è una questione di chimica. Lo spazio, le persone, i colori.. tutto renderà la scelta positiva o negativa. Affidiamo a questo luogo il nostro tesoro (o tesori come nel mio caso) ed è fondamentale avere la sensazione migliore possibile, come quando si entra nella propria casa
  2. Distanza da casa/ vicinanza a luoghi quotidiani. Il nido è un qualcosa che entra nella quotidianità. Ogni giorno, tutti i giorni – weekend esclusi ovviamente – diventa un punto geografico attraverso il quale passeremo. È quindi fondamentale che rispetti determinati requisiti di localizzazione: può essere vicino a casa – in modo da arrivarci senza prendere l’auto- oppure sulla strada per l’ufficio in maniera da non dover allungare il percorso per timbrare il cartellino. Oppure se potete/volete delegare ai nonni il recupero della prole (come accade a volte nel mio caso ad esempio) potete pensarlo vicino alla loro abitazione
  3. Flessibilità di orario: chi lavora sa bene di cosa parlo. La flessibilità è senza dubbio un punto a favore della struttura. Può capitare la giornata di traffico intenso, del lavoro fuori città, della riunione che si protrae.. capito no?
  4. Qualità dei prodotti utilizzati. Quante volte per i nostri figli rinunciamo a un momento di relax per fare le cose “fatte in casa”? Brodo, fruttina, passato di verdure.. e allora perché dobbiamo rinunciare a tutto questo solo perché invece di mangiare in casa nostra mangiano altrove? Per me il cibo è molto importante: per la loro cresciuta e il loro sviluppo. Sapere che il nido è dotato di una cucina con cuoca che ogni giorno prepara tutto come si faceva a casa una volta per me è una discriminante. Idem per la questione del cambio: pannolini, creme e salviette devono essere di qualità per evitare irritazioni e fastidi alla loro pelle così delicata.
  5. Attività extra: con un personale competente, il nido può organizzare delle attività che vanno oltre lo standard. Può essere un plus importante sapere di poter contare sul nido per sport, sviluppo in ambito musicale..

 

Gaia e Giada hanno scelto insieme a noi.
Dimostrando nei giorni di inserimento – di cui vi parlerò presto – che la nostra scelta era ottimale anche per loro.
Così, ogni giorno, diventano un pochino più grandi anche qui:

A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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