Un anno fa nasceva Pretty Little Liars, un telefilm basato, come dice il nome stesso, sulle bugie. Quattro ragazze della porta accanto, carine, simpatiche e decisamente bugiarde. Non tanto per loro scelta, quanto a causa di A, un anonimo che le perseguita con sms e messaggi di vario tipo, con lo scopo di spaventarle e, a volte, ferirle.

Quest’anno, accanto a PLL, è stato lanciato The Lying Game, una nuova serie tv molto simile a quella precedentemente citata. Ancora una volta il filo conduttore sono le bugie, ma le protagoniste non sono amiche, bensì due gemelle divise alla nascita. Tutto inizia quando Sutton Mercer scopre di avere una gemella, dalla quale è stata separata alla nascita. Mentre Sutton è stata fortunata, perché la sua famiglia è ricca e la ama, la sua gemella Emma passa da una famiglia all’altra, senza mai avere veri legami affettivi e dei genitori che le vogliano bene.

Mentre Emma è una ragazza a posto, che ama lo studio e sogna l’università, Sutton è la reginetta della scuola, viziata e con la sua cerchia di migliori amiche che girano intorno all’ape regina. La cosi detta “mean girl”. Il titolo deriva proprio da un gioco che Sutton ama fare – The Lying Game – per spaventare e perseguitare quelli che lei considera “sfigati”. Li perseguita con messaggi, minacce, ecc. In pratica, se in PLL le protagoniste sono perseguitate da A, in The Lying Game Sutton è molto simile ad A. Ma questo aspetto non è centrale: infatti, poche volte si parla dei giochi di Sutton, mentre la storia si concentra principalmente sulla ricerca della madre perduta e l’incontro tra Sutton ed Emma.

Sutton, dopo aver scoperto di avere una gemella, trova un modo di contattare Emma e tra le due nasce un’amicizia via web. Ma Emma, dopo l’ultima lite con la sua famiglia adottiva, decide di scappare di casa e di raggiungere Sutton. Quest’ultima coglie la palla al balzo: Emma farà finta di essere lei a casa e a scuola, mentre Sutton partirà per Los Angeles, alla ricerca della loro madre perduta.

Così, da una parte Emma si troverà in una vera famiglia e imparerà a recitare e impersonare Sutton (ecco le famose bugie, molto più centrali rispetto al Lying Game della gemella), mentre Sutton sarà a Los Angeles, in compagnia del fratello della sua migliore amica.

Ma quanto è difficile far finta di essere un’altra persona? Emma lo scoprirà ben presto. A casa, recitando con i genitori e la sorella. A scuola, dove dovrà imparare chi sono i suoi amici (e i suoi nemici) e brillerà per i voti alti, mai avuti in precedenza da Sutton. Infine, dovrà lasciare il fidanzato di facciata di Sutton e scoprirà che esiste anche un amante, il “vero” fidanzato di Sutton. Si tratta di Etan, fratello dello sceriffo, che vive con lui in una roulotte. Non proprio il fidanzato modello, da mostrare con orgoglio alle amiche e, per questo, nascosto.

Lui capirà subito che Emma non è Sutton, e insieme collaboreranno per portare avanti questo castello di bugie e coprire Sutton, ancora a LA alla ricerca della madre. Ma cosa succede quando due persone si legano così tanto? Cosa succede quando Emma diventa la versione buona di Sutton, quella che piace di più ad amici, parenti e fidanzato?

Questo telefilm non è di certo un capolavoro, ma è una serie tv leggera, scorrevole, intrigante. Perfetta per passare una serata davanti sotto il plaid e rilassarsi, soprattutto da vedere abbinata a Pretty Little Liars (come per l’appunto è stato fatto dall’ABC). Infatti, va in onda il lunedì sera sulla ABC e, attualmente, siamo alla quindicesima puntata.

Una piccola curiosità: anche The Lying Game è tratto da una serie di libri e – udite udite – la scrittrice è Sarah Shepard, la stessa che ha scritto i libri da cui è tratto Pretty Little Liars

Articolo scritto e redatto da Loretta Fossati | Tutti i diritti sono riservati

A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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