Da qualche anno ormai Petit Bateau e il Festival Internazionale di Moda, Fotografia e Accessori di Hyères sono legati da una stretta collaborazione, il marchio francese, infatti, mette in palio una partnership con il designer che si aggiudicherà la vittoria. E quest’anno è toccato a Vanessa Schindler, designer svizzera che ha ottenuto sia il Gran Premio della Giuria sia il premio del pubblico e della città di Hyères.

Vanessa Schindler ha creato una capsule collection per Petit Bateau di cinque pezzi il cui mantra potrebbe essere: spostare le linee. Una capsule collection dove la designer capovolge e manipola le linee dei capi stessi: la parte posteriore di un colletto, l’orlo di un indumento vengono sagomati delicatamente, trasformandosi grazie a linee curve disegnate a mano.

Vanessa Schindler gioca con le estremità dell’iconica maglietta bianca, sostituendo le linee delle maniche, della scollatura e dell’orlo con ondulazioni asimmetriche evidenziate da una linea serigrafata in blu di persia, sottolineando il gesto manuale che mette in evidenza la libertà del movimento.

Il centro della interpretazione della designer svizzera trova la sua massima espressione su un capo iconico Petit Bateau: la marinière. La Schindler confonde tra loro le linee di questo indumento senza tempo, interrompendo il loro ordine fisso con grandi pennellate verticali. L’irregolarità di queste strisce spontanee dialoga armoniosamente con la disciplina delle righe classiche, creando un perfetto gioco di geometrie.

Una libertà di movimento che si esprime anche nella rivisitazione del famoso impermeabile Petit Bateau, reso più femminile attraverso il colore e la silhouette. Un trench unito al fascino di una lunga camicia che la designer enfatizza con la stessa linea ondulata ai bordi.

La capsule collection di Vanessa Schindler si contraddistingue per la sua bellezza sensuale e delicata, ma molto femminile e forte allo stesso tempo.

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Articolo scritto e redatto da LAURA GUERRATO ǀ Tutti i diritti sono riservati

A proposito dell'autore

Milanese, anzi dell’hinterland, fin da piccola sogna di trasferirsi in Australia, ma ama troppo l’Italia per farlo davvero. Si accontenta di viaggiare ogni volta che ne ha l’occasione. Classicista dall’adolescenza, laureata in Spettacolo e Comunicazione, ama il cinema in tutte le sue forme e in particolare quello d’animazione, meglio se giapponese. Lavora per “Gli Inglesi”, scrive da quando ha imparato a farlo e non si fermerebbe mai

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