Avevo un validissimo iPhone 4S che da un giorno all’altro mi abbandonò. Mancavano tre settimane all’inizio delle vendite italiane dell’iPhone 5S e mi dissi “Attendi quello nuovo e nel frattempo usa quello che hai chiuso in un cassetto due anni e mezzo fa: l’iPhone 3S” e così feci.

Iniziarono così tre settimane di passione, di deliri, di applicazioni che si bloccano, di telefonate perse perchè lo “sblocco sul display” era impallato. Cominciarono così le tre settimane più lunghe della vita di una geek che non ha smartphone di ultima generazione alternativi e che ha portato avanti il lavoro da blogger con trovate alternative e deliri sparsi

 

SAMSUNG CSC

I selfie

Chi mi conosce sà che quando vado ad un evento ed incontro una blogger-amica scatta subito il “ci facciamo una foto insieme” perchè, a me, di fare la figa da sola non è che proprio mi entusiasmo e poi che bello è avere il telefono disseminato di foto con le amiche?! Bene: di solito funziona così: sfodero il cellulare dalla borsa e zac eccoci immortalate insieme. Mi piacciono questi scatti anche se nella maggior parte dei casi nemmeno le pubblico sui social, ma sono belle da avere, da sfogliare nei momenti di viaggio o quando vogliamo tirare su l’amica stessa su whatsup. I selfie sono nati da svariato tempo, ma quelli veri, professionali, quelli con la luce giusta, il ciuffo perfetto e la bocca a culo di gallina (non parlo di me che faccio le smorfie, of course) hanno visto la luce con la telecamera posizionata anche sul “fronte” dello smartphone. Bene, l’iPhone 3S non ce l’ha. Così, mentre allungo il braccio destro per inquadrare me e la mia amica di fianco mi rendo conto, come un tonfo nel vuoto, che la telecamera non c’è davanti. L’amica  è ottimista “Facciamola vecchio stile, gira il telefono“, provo ma è un fallimento: inquadratura mozzata e foto mossa. Ok, lasciamo perdere.

Selfie 1 – iPhone 3S 0

 

Geolocalizzazione 780 metri più in là

Non sono una fanatica di far sapere sempre e comunque dove mi trovo, ma ci sono delle applicazioni che sono inscindibili dalla geolocalizzazione. Un esempio? Uber. Serata di diluvio universale, io con i tacchi ed ovviamente l’orologio che segna un ritardo atomico fra una lancetta e l’altra. Cerco una car2go ma la più vicina è nel quartiere opposto della città, chiamo un taxi ma il centralino mi suggerisce di riprovare il giorno seguente che sono tutti super oberati di lavoro (beati loro!).  A questo punto, mi resta lui: Uber, scarico l’applicazione con il wifi di casa, almeno limito i danni dello smartphone che perde la rete una volta su due. Scaricata: la installo al volo e via. Accedi, utente, password, sono dentro. Nella fretta, fra un phon nella mano destra ed il telefono nella sinistra faccio la richiesta per la berlina nera con la geolocalizzazione automatica. Auto confermata, autista in arrivo. Un sorriso compare sul mio volto fino al momento in cui vedo la destinazione dell’automobile. L’iPhone 3S mi ha giocato un brutto scherzo, posizionandomi idealmente a 780 metri da dove sono davvero. Per fortuna che Uber ha la possibilità di chiamare l’autista, a cui spiego la situazione per sommi capi, capisce e cambia destinazione: sono salva!

Geolocalizzazione 1 – iPhone 3S 0

 

Fotografie: sbiadite, sgranate. Le peggio

Parliamoci chiaro, siamo donne. Non ce ne importa nulla – o quasi – che il nostro telefono possa diventare un hub, possa collegarsi alla tv in wireless o che si possano settare 15 lingue diverse nel tastierino automatico. A noi interessa che sia rapido da usare, pratico da portare in borsa, con un design figo e se, come nel mio caso, siete delle vere geek girl, vi interesserà anche restare connesse e fare foto piacevoli alla vista. Ecco. Il motivo per il quale due anni e mezzo fa lasciai l’iPhone 3S per il suo fratello maggiore iPhone 4S era proprio la qualità delle fotografie: definizione a palla, luminosità automatica ben bilanciata e quell’effettino che ci piace tanto del “a fuoco davanti e sfumato dietro“. Dai, lo so che anche voi amate e cercate le stesse cose. Ecco, adesso pensate che un giorno, senza preavviso, rimaniate senza tutto questo, senza la possibilità di mettere a fuoco quello che vi pare semplicemente sfiorando lo schermo con il dito. Senza l’opportunità di immortalare con la medesima facilità tramonti, scene notturne ed il vostro viso illuminato dai raggi dell’estate.

Un incubo. E non me la sento di proseguire oltre.

Fotografie 1 – iPhone 3S 0

 

Batteria questa sconosciuta

Ci lamentiamo tutti della ridicola durata della batteria di alcuni smartphone ed Apple non è di certo immune a questo tipo di critica. Diamo la colpa al troppo uso, alla continua ricerca di campo, all’impostazione di download delle mail in tempo reale. Tornando indietro nel tempo, tecnologicamente parlando, mi sono detta “Beh dai non avrà funzioni di ultimo livello ma la batteria sarà una roccia“. Che illusa. Provate a scaricare applicazioni come Twitter il cui ultimo aggiornamento da parte dei softwaristi risale a 10 minuti fa ed installatele su un telefono il cui ultimo aggiornamento disponibile fa riferimento a 11 versioni fa rispetto a quello in commercio attualmente, che corrisponde più o meno a 18 mesi fa.

Bene, provate e vedrete quello che ho visto io (da annoverare fra le cose che voi umani.. 🙂 ). Il concetto è semplice: funzionano ma a rilento, talmente a rilento che non viene nemmeno più voglia di utilizzarle. Basta un aggiornamento della timeline di twitter e la batteria va giù del 7/8%. Fate due conti

Batteria 1 – iPhone 3S 0

 

Applicazioni on/off

Delle applicazioni abbiamo appena accennato, ma entriamo nel vivo. Sul mio iPhone 4S avevo ed utilizzavo con buona frequenza 21 app diverse: calendario, fotografie, appunti e memo, etc. Ridotte da poco tempo per diminuire un pochino i problemi di risposta dello smartphone erano comunque parte del mio pane quotidiano da blogger e per questa ragione: indispensabili. Le conoscevo a memoria e metterle in download con l’apple store è stato un attimo. Solo per scaricarle, giusto per precisazione, la batteria si è dimezzata arrivando al 52%, una roba che già di per sè era assurda. Riattaccato alla prese di corrente le ho installate e settate. Il telefono a questo punto ha iniziato la sua ribellione silenziosa ma

Applicazioni 1 – iPhone 3S 0

 

Detto questo: sono sopravvissuta.

L’iPhone 3S è di nuovo nel cassetto per le evenienze e per il ricordo di questo dejavù singolare che non mi sarei immaginata di ri-vivere. Il mio nuovo compagno di vita è arrivato, sano e salvo (questo genera un nuovo capitolo della saga “Geek girl VS tecnologia ribelle” quindi ve la risparmio) ed è pronto per affrontare nuove avventure, tanti press day ed un volo oltre oceano che l’8 novembre mi porterà a Los Angeles (anche di questo ne parlerò poi!! sono emozionatissima!!).

Se avete storie simili, ma anche no, e vi va di raccontarle sono qui per leggerle!

Un abbraccio geek a tutti

A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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