Ogni anno nel mondo vengono venduti circa 4,5 miliardi di paia di jeans, uno dei capi più iconici della moda ma anche tra i più impattanti dal punto di vista ambientale. La produzione di un singolo paio di jeans in denim richiede infatti circa 6.186 litri d’acqua, oltre a processi chimici intensivi legati alla coltivazione del cotone e alle fasi di tintura e finissaggio.
Partendo da questa consapevolezza nasce “Denim for the Planet”, la nuova linea firmata Ecoalf, pensata per ripensare uno dei capi più diffusi del guardaroba contemporaneo attraverso un approccio più responsabile e circolare. Il progetto introduce jeans riciclabili al 100%, realizzati senza sostanze chimiche tossiche e con un risparmio di oltre 5.434 litri di acqua per capo.
Alla base della collezione c’è una materia prima studiata per ridurre l’impatto ambientale. Il tessuto combina 65% di cotone rigenerativo coltivato a Cadice, in Spagna, e 35% di cotone riciclato proveniente da scarti tessili raccolti in Lombardia. Questo mix consente di ridurre il consumo di acqua, contribuire alla salute del suolo e promuovere la biodiversità, evitando al tempo stesso l’utilizzo di elastan.
Anche il processo di tintura segue una logica innovativa. Il denim viene trattato in Italia con Smart-Indigo™, una tecnologia che utilizza l’elettricità invece di sostanze chimiche tossiche per trasformare la polvere di indaco in colorante liquido. Il risultato è una riduzione significativa dell’impatto: 90% in meno di emissioni di CO₂, 70% in meno di consumo energetico e 30% in meno di acqua rispetto ai metodi tradizionali.


Le fasi di finissaggio sono affidate alle tecnologie sviluppate da Jeanologia in Marocco, dove l’uso del laser sostituisce l’abrasione e i trattamenti chimici, mentre la finitura all’ozono permette di ottenere l’effetto vintage senza acqua o pietra pomice. In questo modo il consumo idrico nella fase finale della produzione può ridursi di oltre il 60%.
A completare il progetto c’è un approccio di eco-design monomateriale: i jeans sono realizzati interamente in cotone, cuciti con filati dello stesso materiale e rifiniti con bottoni metallici svitabili pensati per essere rimossi e riutilizzati. Niente cerniere, nessun materiale sintetico, con l’obiettivo di facilitare il riciclo.
“Il denim è sempre stato un simbolo di ribellione. Con questa collezione ci ribelliamo al modo in cui viene realizzato”, afferma Javier Goyeneche, fondatore e presidente di Ecoalf.

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