Da ieri piove, fisicamente. Fuori da me

Pioggia battente ed energica. L’ho incontrata ovunque: in autostrada, fuori dalla finestra, sul mare. E’ quella che scende fitta, perpendicolare come solo qui a Milano riesce a scendere. In Liguria è diverso, tutto diverso. C’è il vento, quello che ti fa volare, almeno con la mente, quello che spazza la spiaggia, che increspa il mare e mi fa stare bene. I cittadini odiano il vento, continuano a lamentarsi. Non li capisco quando fanno così, quando sono li a lagnarsi di quanto questo essere invisibile gli muova i capelli, e gli rovini l’acconciatura. E per me  non c’è niente id più bello, di quella brezza forte, che non teme le rocce, anzi le leviga piano piano, impiegandoci anni, senza smettere mai. Coste erose dal vento, scavate dal suo lento ma inesorabile lavorio. Il mare diventa bianco al largo dove è toccato dal vento, dove la sua superficie non è più padrona del suo aspetto ma viene modificata, sferzata e dilaniata dalla forza che viene dal cielo.

Mi manca tutto questo. E mi dispiace per tutti quelli che il mare d’inverno non lo hanno capito, compreso, o semplicemente visto. Si perdono il meglio. Il meglio per pochi.

A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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