Ebbene sì, ce l’abbiamo fatta.

In un giovedì anonimo, nebbioso di quella nebbia che rende Milano una città strana, quasi misteriosa: abbiamo rogitato. E’ stata lunghissima, un’impresa davvero eroica e faticosa. Una lista infinita di documenti che si sono succeduti settimana dopo settimana da quel giorno di aprile fino ad oggi.

Ma riavvolgiamo il nastro. Quando a dicembre sono diventata mamma i nostri 70 metri quadri in Porta Romana ci sembravano infiniti. Perfetti per una coppia innamorata ed affiatata, questi 70 m sono diventati, dal parto in poi, sempre più piccoli. Come se fossero stati assorbiti da una forza oscura ed inaspettata.  Come se fossero stati inghiottiti dalla terra stessa. Come se tutte le nostre valutazioni degli spazi fossero andate ad infrangersi in un’idea irreale.

Quello che può essere perfetto per due, può essere impraticabile per quattro. Soprattutto se si diventa quattro dall’oggi al domani. In particolare se, come nel nostro caso, si  possiede la fortuna di lavorare in proprio in casa ed al contempo di avere i nonni molto presenti ed affettuosi che però vivono la casa quasi quanto noi, con noi.  Lo spazio stava diventando davvero incredibilmente minuscolo e, prima di impazzire alla ricerca della creazione di un soppalco impraticabile, ci siamo mossi con la famigerata ricerca della casa dei nostri sogni.

È stato lungo peregrinare anche se avevamo dalla nostra la conoscenza della città e, soprattutto, quella della zona dei nostri sogni, un’idea abbastanza precisa della metratura e delle esigenze che questa nuova casa avrebbe dovuto coprire. Ecco, le esigenze… innanzitutto due belle camere da letto grandi, una per noi ovviamente e una per Gaia e Giada alle quali abbiamo scelto di fare condividere la stanza fino a che loro vorranno per poter avere uno spazio comune più grande per giocare e stare insieme. Due camere da letto necessitano di conseguenza di due bagni con almeno un locale laundry. Un’esigenza era sicuramente quella di sistemare i nonni, al bisogno, in uno spazio che fosse vicino alla camera delle bambine, ma lo stesso tempo indipendente. Come se tutte queste richieste non fossero state sufficienti, ne abbiamo aggiunte altre due: uno studio dove poter lavorare in due contemporaneamente ed una cucina a vista sul salotto dove poter vivere la maggior parte della giornata, soprattutto durante il fine settimana, tutti insieme.

Ultimo ma non ultimo: il terrazzo. Ben consapevoli che la possibilità di un giardino a Milano fosse paragonabile ad un’utopia vera e propria, abbiamo optato per la scelta di un terrazzo che ci permetterà colazioni e pranzi all’aria aperta. A questo punto, con la nostra lista di esigenze ed una mappa della zona milanese dei nostri sogni, abbiamo iniziato una ricerca serrata, portone per portone aiutati anche, ovviamente, dai siti web. Meno di tre settimane e avevamo trovato i due appartamenti che si sono giocati la scelta finale. Il vincitore, se così possiamo chiamarlo, aveva dalla sua un terrazzo esposto a sud, luminoso ed accogliente, proprio come immaginavamo la casa.

A seguito della ricerca arrivò così la proposta, l’accettazione, il compromesso e l’innumerevole lista di documenti necessari per arrivare davanti al notaio.

Il 3 novembre, senza dubbio, è una data che penso non ci dimenticheremo mai.

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A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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