Quando a novembre 2017 ho iniziato a parlare con Kipling della collaborazione che mi ha visto per tutto il 2018 loro Ambassador Digital per l’Italia, e mi è stata menzionata la possibilità di comparire in televisione per loro sono rimasta a bocca aperta: fra l’interdetto, l’eccitato e l’emozionato.

La televisione: quel mezzo di comunicazione di massa che così frequentemente ogni giorno entra nelle case di tutti, ma del quale si ignora praticamente ogni cosa. Non sono mai comparsa nei programmi televisivi, mai nemmeno come ospite.

anche se “in televisione” sono apparsa per 5 mesi con la prima pubblicità di Yoox al mondo.

Avevo sempre rifuggito l’idea di poter essere parte di quella scatolina dinamica ed in continua evoluzione che è la televisione. Tantomeno mi sarei figurata di comparirci con il fine di parlare di Kipling, un brand di borse ed accessori, che da più di trent’anni è sulla cresta dell’onda, in tutto il mondo. Come se tutto questo non bastasse avrei dovuto comparire in televisione, raccontare del brand, spiegando i prodotti e nello stesso tempo, essere parte di un processo di vendita su uno dei canali televisivi più importanti in Europa: QVC.

 

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Andai al provino vivendo un misto di incredulità ed agitazione. Capii immediatamente che non era semplice.

Non è semplice parlare fluidamente di un prodotto, non è semplice ricordarsi tutte le caratteristiche che si voglio elencare. Non è semplice creare un feeling con una persona che si troverà al tuo fianco – il presenter – e che, molto probabilmente, hai conosciuto cinque minuti prima in camerino. Non è semplice essere a proprio agio sotto le luci caldissime dello studio. Non è semplice essere naturali e spontanei quando quattro telecamere ti guardano fisso e si scambiano un puntino rosso fra di loro per tutta la durata dello show, che tu ovviamente devi seguire con lo sguardo. Non è semplice rimanere connessi, concentrati e focalizzati per 56 minuti filati senza la possibilità di ripetere una battuta oppure di sistemarsi la donna senza essere visti da centinaia di migliaia di persone.

Sì perché se tutto questo non è semplice, figuratevi farlo in diretta televisiva su due canali contemporaneamente: sul digitale terrestre canale 32 e su sky canale 475.

 

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Ogni volta come la prima volta, le farfalle nello stomaco, le mani che si muovono meticolose si prodotti per farli propri nei minuti che precedono la diretta. Ogni volta la stessa adrenalina, l’emozione, l’agitazione e la paura di sbagliare qualcosa. Ogni volta così, ad ogni conto alla rovescia, ad ogni in onda che ti dicono dalla regia nell’auricolare. Sì perché, mi sono dimenticata di dirvi prima che, tutto questo è reso più complesso dal fatto che, oltre al microfono, per tutta la durata dello show c’è un auricolare in una delle orecchie. E in quell’auricolare passano parole per tutti i 56 minuti, o quasi.

“spostati più a destra”

“inquadriamo l’interno della borsa”

“mancano 10 secondi, chiudiamo discorso”

E se da un lato tutte queste indicazioni aiutano, e aiutano molto, dall’altra le ricevi sempre nei momenti in cui stai facendo un discorso sull’outfit perfetto con il quale abbinare la borsa oppure sta raccontando del brand e dei suoi trent’anni di storia e di ricerca. E così, mentre sei concentrato sul ragionamento ecco che arriva l’indicazione per l’inquadratura successiva e sì, all’inizio si perde il filo facilmente.

Ma poi ci si abitua – un pochino.

Dopo la paura e le farfalle nello stomaco arriva l’adrenalina e l’energia. L’entusiasmo positivo e travolgente, il desiderio di comunicare che sovrasta il tempo e riempie i 56 minuti e, mentre sei li che pensi a tutto quello che vorresti ancora dire della borsa che hai fra le mani, il counter di fronte a te ti indica che mancano 15 secondi alla chiusura della diretta e devi salutare il pubblico.

10..5.. “grazie ragazzi, alla prossima”

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