Lo scorso 12 novembre ha aperto i battenti una delle mostre più interessanti e dinamiche che abbiamo avuto modo di ospitare in Italia quest’anno: parliamo della Playful Inter-Action, la mostra interattiva nata dalla collaborazione fra il brand Alcantara ed il museo MAXXI di Roma. Da sempre, Alcantara tiene vivo il confronto con le avanguardie creative in ogni ambito, dal mondo della moda a quello del design e dell’arte.

Per questo progetto decisamente speciale i curatori della mostra: l’architetto Giulio Cappellini e Domitilla Dardi, hanno diretto i due gruppi creativi Fabrica e Minale-Maeda decidendo di esplorare la sensorialità del materiale partendo dalla sua prima caratteristica, ovvero la tattilità, per arrivare poi al coinvolgimento degli altri sensi

 

 

Mentre Fabrica si muove intorno a dimensione sonora, il duo Minale-Maeda lavora invece nell’ambito dell’universo olfattivo. Così, il museo MAXXI di Roma si è letteralmente trasformato diventando un gioco interattivo, un’esperienza sensoriale da vivere, commentata da Giovanna Melandri, presidente fondazione MAXXI, “sono stati chiamati grandissimi designer per immaginare l’utilizzazione delle alcantara unita all’inventiva della creatività olfattiva e tattile. Per il museo è una grande occasione per offrire un pubblico di bambini, di famiglie di non vedenti, un’esperienza artistica per far capire come il design e la creatività, applicato in questo caso il tessuto, possono produrre delle vere magie

Visitabile fino al 5 gennaio 2014, si arriva così al terzo appuntamento di Alcantara MAXXI: una partnership iniziata nel 2011 per indagare le sperimentazioni della realtà artistica contemporanea. Playful Inter-Action diventa così la mostra pensata per chi ha voglia di staccare la spina e immergersi nel mix fra la tecnologia la creatività, rimanendo sempre in un’atmosfera unica e da provare

 

 MAXXI

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A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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