La sfilata di Philipp Plein a febbraio era iniziata con l’invito a scoprire la Foresta delle Fiabe, emblema di un mondo ideale a cui dobbiamo ambire e contrapposizione del mondo reale dove i lieto-fine ci sono stati rubati. Essa era dedicata alla donna romantica e coraggiosa, in grado di riprendersi la felicità che le spetta. L’intera collezione autunno-inverno 13/14 sviluppa e amplia questa tematica attraverso capi di lusso totalmente made in Italy, frutto della maestria dell’antica tradizione sartoriale italiana.  La ricchezza dei materiali e l’uso della passamaneria impreziosiscono e valorizzano la linea semplice di capospalla, abiti e accessori.

L’uso del pitone viene quasi esasperato e declinato in più versioni. Dal biker nero in vera pelle con lavorazione jacquard e passamaneria sulle maniche spunta impertinente come un gioiello un profilo dorato a catena, colore richiamato anche sulla zip. L’abito a manica lunga estremamente pulito nella linea presenta un richiamo ai colori e alla pelle del serpente, anche se l’eco più forte del pitone si avverte probabilmente negli accessori totalmente in pelle o con piccoli dettagli.

Questa sovraesposizione del pitone non avviene a caso: infatti lo stilista in questo modo vuole rendere omaggio all’Oriente e in particolare alla cultura cinese che ha appena celebrato l’ingresso nell’anno del serpente. Tuttavia nella collezione non mancano forti richiami anche alla Russia, in particolare nei colori, nei tessuti e nei dettagli, come le monete tribali cucite al bavero e al collo delle giacche, oppure nella coloratissima passamaneria.

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La donna Plein è ribelle e ama farsi notare. Per questo un semplice bomber nero in pelle ha dei profili dorati e un pappagallo ricamato sulla schiena, mentre una giacca, sempre nera, è inondata di borchie dorate per definirne la linea. Un richiamo al mondo militare si avverte nel montgomery riadattato attraverso l’uso di alamari gioiello dalla forma simile a un proiettile, oppure dal leather coat foderato in montone con mostrine e bottoni army. Le pellicce non possono mancare, quindi spazio al maxi-gilet in volpe dalla fortissima ispirazione militare.

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Dagli accessori fanno capolino teschi, frange, pailettes, perle, pietre e borchie. Non c’è via di mezzo: ankle boots altissimi con plateau oppure ballerine, mocassini e stivali tutti accomunati dai ricchi particolari che rendono gli accessori delle vere e proprie opere d’arte.

 

Keira

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