È tanto che non scrivo di amicizia. È tanto forse che avevo un po’ perso le parole a riguardo, come inghiottita da questo mescolio di vita che sono stati gli ultimi mesi. Una giostra altalenante fra la felicità delle due nuove vite che popolano la mia esistenza e il dolore della consapevolezza di aver perso dei pezzi lungo il cammino. Pezzi di vita, di cuore, di abitudini e di persone. Perché diventare genitori è come il crepitio del fuoco, mentre costruisci calore perdi consistenza, mentre si crea il fuoco si perde la condizione iniziale. È come il passare una linea immaginaria dai contorni ben definiti che porta in una dimensione nuova.
Non che rimpianga il prima ma diciamo che aldilà di questa linea ci ho lasciato un po’ di cuore. Sono rimaste di la alcune persone che pensavo avrebbero avuto la voglia, e la forza, di accompagnarmi ma forse questo mio cambio di vita le ha allontanate in maniera irreparabile, come se avessimo scelto di percorrere sentieri diversi e ci fossimo perse di vista. E così, mentre tutto vorticava rapidamente intorno e dentro di me ho perso la sensazione di presenza di alcune amicizie e ho smesso di parlarne, dell’amicizia intendo. Ho smesso di pensare a loro e a quello che potevo fare. Ho messo via in un angolo di ricordi le sensazioni che ho vissuto con loro per far spazio a una nuova dimensione, dove hanno preso posto piano piano altre persone. Persone nuove. Persone che ho scoperto lungo la strada.

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E oggi, mentre riordinavo gli spazi di questa casa che sento in transizione ho trovato quel pensiero preso per due persone nuove durante il nostro ultimo viaggio. L’ho preso in mano con la voglia di vederli presto per darglielo, anche se piccolo ma fatto con il cuore. Unico regalo preso in 4 giorni di viaggio per qualcuno che non fossero le nostre bimbe. Unico pensiero davvero sentito in questo momento di baraonda, come se avessimo avuto la percezione di aver incontrato qualcuno con cui condividere qualcosa di nostro, di loro e di bello.
Sì perché a volte i pezzi di cuore non resistono alla tempesta, al cambiamento, alla vittoria o alla sconfitta, alle parole non dette o dette a voce troppo alta ma poi, nel momento in cui smetti quasi di credere nell’amicizia ecco che ne arriva una nuova, che ti sorprende. Che fa chiedere alle persone che ti incontrano da quanto tempo vi conosciate perché sembra molto quando in realtà sai essere ancora poco. Ma il bello è lì, racchiuso nelle risate senza fine, nella complicità di chi ragiona sulla stessa lunghezza d’onda, sul bilanciamento perfetto fra curiosità e complicità.

Dedicato a A&A, meravigliose persone con cui intraprendere percorsi nuovi, magari con una linea rossa dentro e fuori dal cuore. 

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A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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