A volte pensiamo di essere felici ma in realtà ci accontentiamo di quella bolla di equilibrio nella quale ci troviamo. E’ come se volessimo, inconsciamente, rimanere aggrappati all’idea che possa migliorare o che, forse, ci sia di peggio in giro. Non parlo solo di rapporti personali ma anche di situazioni quotidiane: lavoro, casa, salute e potrei continuare a lungo l’elenco.

Due anni fa continuavo a ripetermi “La felicità è un’altra cosa” e sentivo che dentro di me qualcosa pulsava. Non so spiegare la ragione di questa pulsazione perché era emozione pura che si trasformava in un battito non sincronizzato che mi picchiava nei polsi, nella mente ma soprattutto nel cuore. Era una sensazione a pelle di quelle che ti fa venire la voglia di toccarti il braccio per controllare che non ci sia un moscerino oppure una zanzara. Era un fastidio vero e proprio ma non sapevo che cosa gli avesse dato origine. Era un vociare silenzioso ma perpetuo che non mi lasciava in pace. Cosa era l’ho capito dopo. Era un mescolio di risultati arrivati da decisioni errate, da persone negative, da situazioni che si erano andate depositando come polvere in un angolo di casa.

Ho sempre saputo esattamente quello che volevo, dalla vita, dalle persone ma soprattutto da me stessa. E giorno dopo giorno mi rendevo conto che la felicità è un’altra cosa o meglio era un’altra cosa rispetto a quello che oggi è la mia vita. Sì perché cambiare si può, si deve, ce lo dobbiamo come persone. Che sia un amore sbagliato, una casa che ci sta stretta oppure un lavoro che ci sommerge solo di brutti ricordi e mai di soddisfazioni. Qualunque sia l’anello debole della nostra esistenza va lasciato altrove, lontano da noi, lontano dalle persone alle quali vogliamo bene. Non tutti i rapporti nascono per durare, ma tutti, proprio tutti, ci insegnano qualcosa e io da questa vita, dalle persone che ho incontrato e dai giorni che si sono susseguiti fino a qui, ho imparato che la felicità è un’altra cosa e mi sono incaponita nel perseguirla fino a che non l’ho trovata.

E ringrazio me stessa, oggi, perché non pensavo che potesse essere così bella.

 

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A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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