Quando ho ricevuto l’invito a trascorrere un tranquillo weekend in una delle strutture alberghiere più importanti dell’intera Versilia ho pensato immediatamente a quale auto fosse all’altezza di accompagnarmi nella mia ennesima gita fuori porta.

Ormai ho contatti con diverse case automobilistiche e trovare quattro ruote grazie alle quali raggiungere la mia destinazione non era tendenzialmente un problema così insormontabile, ma io cercavo qualcosa di speciale, qualcosa che fosse elegante e nel contempo sportivo, desideravo un’auto di carattere che sapesse adattarsi al meglio al contesto di Forte dei Marmi e che nel contempo mi rappresentasse come persona.

Sportiva, elegante, confortevole, con spazio sufficiente nel bagagliaio, sobria ma sfrontata, moderna ma con una forte tradizione storica che mi facesse anche divertire lungo i passi degli Appennini Tosco- Emiliani? Beh, viste le premesse non potevo che optare per una Jaguar e nello specifico ho chiesto ed ottenuto una sportiva F-Type AWD.

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Da Milano a Forte dei Marmi in Jaguar F-Type AWD

Io ho sempre preferito il viaggio alla destinazione. Macinare chilometri solo per vedere un paesaggio diverso non mi ha mai spaventato: non è da tutti e nemmeno per tutti, ma è una cosa che mi è sempre piaciuta.

Certo non tutti i viaggi devono essere vissuti necessariamente attraverso un itinerario avventuroso, ma possedere per qualche giorno un’auto sportiva a trazione integrale come la Jaguar F-Type AWD e dover raggiungere la Versilia per passare un tranquillo weekend di mare non è certo un’occasione da sprecare con una autostrada ed è così decido di tracciare un itinerario particolare con destinazione finale Forte dei Marmi.

Decido di fare un primo tratto autostradale lungo l’autostrada del sole per svoltare appena possibile lungo la A15 (Autocisa – Parma La Spezia) per aggiungere, come prima destinazione, Borgo Val Taro, un piccolo Comune dell’Appennino parmense che dista una sessantina di chilometri da Parma e che si trova esattamente a cavallo di tre regioni: Emilia-Romagna, Toscana e Liguria. Il weekend purtroppo dal punto di vista meteorologico non mi assiste molto e nonostante le intenzioni di fermarmi e visitare la chiesa di San Domenico risalente al XV secolo oppure i resti dell’antico castello di cui oggi rimane parte della muratura originale non posso far altro che proseguire perché la pioggia battente sembra volermi imporre di proseguire nella mia avventura.

Il percorso, autostradale fino all’uscita di Borgataro e sostanzialmente rettilineo fino al Comune di Borgo Val Taro, inizia ora a mettere più sotto pressione la trazione integrale della Jaguar F-Type AWD e la Strada Provinciale 523, una volta passato il Torrente Gotra, diventa una piacevole sfida per la trazione integrale. I limiti di velocità sono sostanzialmente alti (70 km/h) e vi sono tratti con diverse curve a gomito dove, nel rispetto del codice della strada e delle altre persone circolanti, ci si può divertire un po’. Il primo contatto con questa trazione integrale è interessante perché si percepisce immediatamente il fatto che la potenza all’anteriore venga inviata solo quando ce n’è effettivamente bisogno. Diverte, a tratti scoda e si ricompone, ma lo sterzo è preciso come una lama da chirurgo e soprattutto è semplice come un giocattolino. La pioggia che scende è abbondante e spesso devo ricorrere alla funzione rain che riduce la potenza del veicolo e aiuta a non dover restare troppo concentrato sul piede destro. La sicurezza prima di tutto.

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La nostra prova su strada della Jaguar F-Type AWD

La tappa successiva, forzata, è il paese di Varese Ligure che resta sempre lungo la Strada Provinciale 523 che successivamente si trasformerà in Strada Statale 566. Proseguo finché posso, ma il lungo tratto autostradale ed i continui saliscendi delle montagne metterebbero a dura prova anche l’auto meno esosa dal punto di vista dei consumi ed è così che decido di fare una sosta tecnica per pranzo e benzina nel comune di Brugnato, in provincia di La Spezia.

In particolare decido di fermarmi allo SHOPINN Shopping Village, una mia vecchia conoscenza nel quale feci un evento circa un anno fa e dove ricordo di aver avuto una piacevolissima esperienza culinaria all’insegna dell’equilibrio tra cucina moderna e sapori della tradizione. Certo Brugnato, piccolo Comune dell’entroterra ligure alle spalle delle 5 terre può offrire di meglio di un centro commerciale tuttavia vi invito a farci un salto perché rappresenta un giusto equilibrio tra moda, arte e sapori.

Del resto purtroppo, anche volendo, la forte pioggia e temporali che mi accompagnano non mi permettono di fare nulla se non pranzare ed affidarsi alle previsioni meteorologiche che vogliono un minimo di cielo sereno nelle prossime ore verso la costa.

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On the road verso La Spezia

Trascorso il tempo tecnico per un pranzo leggero, qualche mail per allungare i tempi ed il pieno di benzina eccomi di nuovo per la strada con destinazione La Spezia ed il Museo Tecnico Navale della Spezia sito all’interno della Arsenale della Marina Militare nel quale ho straordinariamente accesso grazie all’invito ricevuto dagli amici della Canossa Events che stanno stanno seguendo il gruppo della Terre di Canossa, un evento di grande prestigio al quale partecipano diversi proprietari di auto storiche.

Il Museo Tecnico Navale della Spezia è sicuramente una tappa obbligatoria per coloro i quali passano velocemente da La Spezia perché vi sono conservati cimeli di indubbio valore storico e culturale. L’accesso al museo è regolamentato da una oblazione obbligatoria (quasi un controsenso: “oblazione” e “obbligatoria”) di € 1,55 e permette la visita libera alle diverse sezioni che ripercorrono le tappe storiche della navigazione italiana. Di notevole interesse è sicuramente la collezione di velieri, alcuni anche in scala notevole nonché la collezione di siluri, moschetti ed armi navali che sono contenuti al suo interno. L’unico rammarico riguarda fatto che a mio avviso potrebbe essere valorizzato maggiormente ma questo non inficia minimamente la qualità dell’esperienza.

La visita in assenza di una guida può essere fatta in un’oretta di tempo ed ora il meteo all’esterno è sicuramente più clemente e mi permette di raggiungere Forte dei Marmi, mia destinazione finale, in tutta tranquillità facendomi trasportare dalla mia splendida Jaguar F-Type AWD.

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L’esperienza di guida della Jaguar F-Type

Come funziona la trazione integrale della Jaguar F-Type AWD? Questa nuova versione AWD di Jaguar F-Type evolve la precedente trazione posteriore senza stravolgimenti, anche grazie al fatto che l’implementazione della trazione integrale non ha richiesto particolari modifiche al design e che l’intervento dell’anteriore si manifesta solo quando necessario. In pratica, grazie al principio della coppia on demand che invia potenza alle ruote anteriori solo quando necessario per aumentare la trazione, possiede tutta la maneggevolezza di una classica Jaguar F-Type a trazione posteriore ma beneficia del supporto delle ruote anteriori nei momenti in cui effettivamente ce n’è bisogno. Facile da guidare, docile quando serve ma dannatamente sportiva quando si vuole potenza.

In questo veicolo la trazione integrale funziona in sinergia con il sistema Intelligent Driveline Dynamics che analizza costantemente il comportamento di ogni singola ruota per decidere dove distribuire la forza ed ottimizzare la trazione e la stabilità in ogni momento. Grazie questo sistema il veicolo è in grado di rilevare in anticipo il sottosterzo e quando le ruote anteriori e posteriori iniziano a perdere aderenza ridistribuisce potenza alle altre ruote in proporzione a livello di trazione che possono raggiungere.

Il mio arrivo a Forte dei Marmi coincide con il calare del sole che finalmente è riuscito a fare capolino. Un cena leggera e di corsa a letto. Domani è un altro giorno e mi aspetta il rientro lungo il passo della Cisa. Speriamo nel meteo…

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