Chi ama il caffè, il tè e le tisane, come me, e fare delle belle colazioni lente che danno energia per tutta la giornata, sa che è importante anche la scelta della tazza, non solo il tipo di tazza, perché non mi sognerei mai di bere un espresso in una mug o in una tazza da tè, ma anche e soprattutto il disegno.

C’è chi le preferisce a righe, con i cuori, con disegni buffi. Io, ad esempio, mi rifiuto di bere la mia tisana serale in tazze anonime e sono sempre alla ricerca di qualcosa di particolare, perché sono convinta che anche l’occhio voglia la sua parte. Per questo oggi vi segnalo la nuova collezione di tazze H&H, ispirata a due diversi approcci del pattern bianco e nero, del concetto di equilibrio tra luce e ombra e alla complementarità di Ying e Yang.

La collezione di tazze H&H include tazzine da caffè, tè, tazze per la colazione, mug e scodelle, ed è realizzata in stoneware, con una base bianco caldo e manico e bordo neri. I decori spaziano dal geometrico a triangoli al floreale a pattern, dal tratto irregolare nella tazza a fiori al tratteggio e il puntinato (a volte anche insieme).

Bianco e nero, un connubio che potrebbe sembrare banale, rappresenta invece un’icona di eleganza e sobrietà, che unisce alla perfezione grafiche pop e dettagli artigianali. Da una parte c’è il calcolo matematico che crea il decoro geometrico e lineare ripetendo lo stesso disegno, dall’altra c’è il tratteggio irregolare che ricorda l’artigianalità del fatto a mano.

Questi prodotti si trovano in vendita sia singolarmente, che in set completi da quattro tazze da tè con i piattini e sei tazze da caffè, che possono essere un’idea regalo deliziosa e chic per quelle amiche che sono alla ricerca di qualcosa di particolare.

ambientata7 tazze H&H- Pengo

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Articolo scritto e redatto da LAURA GUERRATO ǀ Tutti i diritti sono riservati

A proposito dell'autore

Milanese, anzi dell’hinterland, fin da piccola sogna di trasferirsi in Australia, ma ama troppo l’Italia per farlo davvero. Si accontenta di viaggiare ogni volta che ne ha l’occasione. Classicista dall’adolescenza, laureata in Spettacolo e Comunicazione, ama il cinema in tutte le sue forme e in particolare quello d’animazione, meglio se giapponese. Lavora per “Gli Inglesi”, scrive da quando ha imparato a farlo e non si fermerebbe mai

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