Qui ogni metro quadrato di vigna è davvero sudato“, non ci potrebbe essere definizione migliore per descrivere la coraggiosa impresa di ricondurre a vigna versanti impervi con pendenze fino al 100%, dove i rovi la fanno da padroni ed oggi si vendemmia aiutandosi con la cremagliera

È questo il territorio della DOC Pinerolese Ramíe, circoscritto ai soli comuni di Pomaretto e Perosa Argentina, difficile da domare, ma straordinariamente ricco, talmente baciato dai caldi raggi del sole che anche a Novembre, a 800 metri d’altezza crescono i capperi ed i fichi d’india come si fosse in Sicilia

Sono pochi i coraggiosi che hanno raccolto il guanto di sfida lanciato da questo sprezzante terreno, fra questi la famiglia Coutandin è particolarmente rappresentativa: il capofamiglia, Giuliano , nel ’96 al momento di andare in pensione, invece di godersi il guadagnato riposo non ha saputo resistere al richiamo della sua terra ed ha acquistato un piccolo appezzamento, circa un ha, magicamente esposto a sud, dove la coltura della vite era stata abbandonata e la terra era coperta di ramaglie (le ramíe appunto). Prima della realizzazione della cremagliera che oggi allevia le fatiche della vendemmia si doveva fare tutto da sé, le pietre per i terrazzamenti venivano portate a spalla con le gerle e nei punti più acclivi si piantavano le viti assicurandosi alle funi.
Oggi il risultato è uno spettacolo da togliere il fiato, specialmente in questa stagione in cui i rossi dei ciliegi si mescolano ai gialli dei castagni e sembra di essere in un quadro impressionista

Il figlio di Giuliano , Daniele, che oggi gestisce la vigna ha idee molto chiare: le viti le tratta solo con zolfo e rame perché ha due figli piccoli “che fra le vigne giocano e continueranno a giocare“, la potatura deve essere fatta in modo da creare il minor trauma possibile alla pianta, in modo che essa possa affrontare nel migliore dei modi l’inverno e ringraziare della gentilezza mostrata offrendo i preziosi grappoli prima ed in maniera più uniforme, infine la vendemmia viene fatta a scalare, anche in 5 passaggi, in modo da raccogliere uve allo stesso grado di maturazione

Il frutto di questo connubio straordinario fra ricchezza segreta del territorio e fatica silenziosa dei vignaioli è un vino affascinante, fresco, ma allo stesso tempo complesso in bocca. Il Pinerolese Ramíe prevede un rigido disciplinare che impone già in vigna una suddivisione ampelografica di 30% Avanà, minino 15% Avarengo, minimo 20% Neretto, detto anche Chatus, e per il restante restante altri vitigni a bacca rossa (nel caso particolare di Coutandin, Barbera e Bequet)

Dopo 36 mesi di affinamento, parte in acciaio e parte in barriques usate da almeno tre anni e preferibilmente per il Barolo, il Ramíe sboccia e si trasforma in Barbichè (fino al 2008 i vitigni usati per il Barbichè erano leggermente diversi da quelli del Ramíe, ma da quell’anno si è deciso di utilizzare la stessa composizione); un vino elegante, in cui l’utilizzo del legno è delicato e non copre i profumi caratteristici che l’uva ha acquisito dalla terra in cui è cresciuta, ma al contrario li delinea maggiormente. Un vino che ha bisogno ancora di qualche anno per arrivare al climax, per fare in modo che i tannini di cui è ricco lavorino e si ammorbidiscano ulteriormente

Altro prodotto assolutamente di spessore della cantina è la grappa di Ramíe, caratterizzata da un naso molto intenso, ma che in bocca risulta morbida e per nulla aggressiva, una vera chicca per gli amanti del genere che non mi lascerei scappare.             In poche parole una corrispondeza quasi univoca fra territorio, persone e vino, perchè in montagna le peronsone, così come il vino, “sono dure ad aprirsi, ma quando lo fanno ti danno tutto quello che hanno con gioia”

 

Cantina Coutandin, Borgata Ciabot, 12 – 10063 Perosa Argentina (TO)

Tel e Fax: 0121 803473

[email protected]

Articolo scritto e redatto da Federico Malgarini | Tutti i diritti sono riservati

A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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5 Risposte

  1. Umberto

    Buongiorno spero presto di potervi venire a trovare ed acquistare i vostri prodotti. Porto il vostro stesso cognome perché sono figlio di Luciano e nipote di Umberto l’munusier , quindi nella mia cantina assolutamente non possono mancare i vostri prodotti.
    Auguri di Buon Natale

  2. jeannot

    ottimo lavoro ,avevo già visto in settimana……..Complimentic