Durante la calda serata estiva, il 9 luglio, in una location meravigliosa come quella del cortile interno del Centro dell’Incisione affacciato al Naviglio Grande di Milano, sulle note di Yann Tiersen, c’è stata la presentazione del primo libro di Lucia Del Pasqua, intitolato Quella Certa Dipendenza Dal Tasto Invio, dove erano presenti molti amici e tanti fan della fashion blogger (e qualche zanzara di troppo).

Edito da Baldini&Castoldi, il suo libro, è uscito nelle librerie l’8 luglio.

Conosciuta per la sua schiettezza e quella sottile ironia tipica dei post sul suo blog Fashion PolitanLucia Del Pasqua è riuscita a trasformare l’atmosfera rendendola uno show, dove tra le citazioni del libro si alternavano grandi e dure verità sul mondo della moda (e come nel suo libro non riesce a fare a meno di citare la sua gatta Lina, ndr).

Lei che tra lavoro e amore sceglierebbe a occhi chiusi il secondo, ci ha resi sempre più curiosi di sapere come la storia della protagonista Penelope, si intrecci con la sua. C’è del vero e c’è dell’inventato, e il suo modo di descrivere certe situazioni è così sincero e diretto che risulta a tratti disarmante ma al tempo stesso divertente perché nella realtà è ciò che ognuno di noi pensa ma che mette a tacere. E’ un pensiero a voce alta, dal tono colloquiale, con sguardi ai decenni passati e riferimenti alle cose attuali che fanno sorridere. Senza filtri, senza pudore, «a caso», come lei stessa ripete più volte, la vita dovrebbe essere così, se no che gusto ci sarebbe?

Il libro è basato sulla storia di Penelope, fashion blogger che critica il mondo della moda, critica il web ma al tempo stesso non ne può fare a meno, tra post, hashtag e messaggi istantanei su WhatsApp. Ma nel suo romanzo non c’è solo questo, non c’è solo l’opposizione tra le cose vintage e di ultima generazione, tra cabine telefoniche a gettoni e smartphone, c’è la storia di Penelope e Yiannis, una storia d’amore a distanza, tra Milano, Atene, con scali a Londra e a Parigi, e di Saffo, il suo gatto.

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Abbiamo voluto chiedere all’autrice di rispondere ad alcune domande, ecco qui la nostra breve intervista:

Lucia, cosa ti ha spinta a scrivere questo tuo primo romanzo? Svelaci un’anteprima…

È molto facile e anche molto banale, perché la verità è che per fare certe cose non devi necessariamente circumnavigare l’Africa e tornare a piedi passando dall’Australia: mi piace scrivere, tantissimo. Alla mia maniera, che è colloquiale, spesso incomprensibile, e totalmente di cuore, nel rispetto però dei congiuntivi, s’intende. Non era una necessità di urlare al mondo qualcosa, non avevo pretese, se non quella di far sorridere, divertire, di somministrare discrete dosi d’ironia e ogni tanto far riflettere sulla bulimia dei social network, sull’amore, sulle apparenze. 

Un romanzo ma con tratti di vita reale, virtuale e social. Ha influenzato molto la stesura il fatto di essere 24h al giorno sul tuo blog, Fashion Politan?

Certo, tantissimo, Penelope è a suo malgrado super social, comunica sempre a suo malgrado tramite messaggi storpi e faccine di Whatsapp, ma agogna il ritorno del telefono fisso e delle lettere. Penelope è una giornalista ed anche una fashion blogger, “titolo” criticato e ormai sinonimo di “bimbaminkiaggine”, e come me, Lucia, si trova con un piede in due scarpe, tra una realtà vecchia e superata (non tanto il giornalismo, ma la realtà delle giornaliste vecchio stampo) ed una nuova e ancora tutto da capire (quella del blog, appunto).

Il bisogno di essere sempre presente sul e per il web, nel raccontare agli altri del mondo, ti ha sempre incuriosita o è una passione nata “strada facendo” tra amore e odio come quello della tua protagonista Penelope?

Ho aperto il mio primo blog in tempi non sospetti, era sulla piattaforma Splinder, poi lo chiusi perché raccattavo pervertiti più che commenti alle mie foto o ai miei scritti. E dopo anni ne ho aperto un altro che è nato solo come blog di moda, fino ad arrivare ad adesso. Sono egocentrica quindi mi è sempre piaciuto il web come strumento per esserci. Ma sono anche timida, quindi all’amore si affianca l’odio. Mi piace la moda come materiale concetto di abiti, mi piace meno chi la ridicolizza. Ed è sempre stato così. In fondo le passioni sono così: le ami tanto e a volte le odi altrettanto.

La copertina del tuo libro: un’illustrazione singolare che indica come un notebook può essere appeso nell’armadio insieme ai vestiti, mischiando moda e web come hai fatto tu, chi l’ha disegnata?

La copertina è frutto di un ragazzo dalla creatività eccezionale che si chiama Daniel Cuello. 

 

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Sulla quarta di copertina si legge:

Un gatto per il quale Penelope nutre un amore sconfinato, e viceversa, per questo l’ha chiamato Saffo, un Mac dove scrivere noiosissimi e inutili pezzi sulle ultime tendenze, un piccolo bilocale, e la decisione di essere una fashion blogger di professione, e quindi vivere di hashtag, e di soventi manifestazioni di ipotetici influencer. Penelope odia la moda ma ci lavora, odia quelli della moda, ma ci esce, non ha un buon rapporto con i social network, ma ci campa, sogna le chiamate al telefono fisso e invece manda messaggini con facce, simboli e parole mozzate, non ha mai avuto storie, ma ha tanti uomini, perché ha sempre pensato che l’Illuminismo fosse più conveniente del Romanticismo. Fino a quando conosce Yiannis, su Facebook. Peccato viva ad Atene. Dopo mesi di chat i due concretizzano il rapporto virtuale materializzandosi a Parigi, dove Penelope avrebbe dovuto iniziare un libro. Da lì è tutto un rimbalzare tra Italia e Grecia, mentre Penelope da libertina e cinica diventa sempre più gelosa e paranoica, e Yiannis di conseguenza distaccato. Era meglio essere «illuminista».

 

 

Anche tu ti senti dipendente dal tasto invio?

 #premiinvia

 

Articolo scritto e redatto da Sara Parmigiani | Tutti i diritti sono riservati

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