Ibridismo culturale. Questa la chiave di accesso alla nuova collezione maschile autunno inverno 2016-2017 firmata da Stella Jean. Un mescolio multirazziale viene infatti proposto secondo un’equazione basata sulla teoria degli ibridismo culturale in cui le forme ed i colori dei capi non sono altro che i vari gradi di latitudine geografica e le più disparate tradizioni e rappresentano le variabili, culture opposte e talvolta in opposizione, che si incontrano per dialogare nello stesso look.

I modelli scelti per indossare i capi della collezione autunno inverno 2016-2017 ne sono il primo segno tangibile: sono uomini metis, ovvero il risultato di incroci culturali di cui è impossibile indovinare la nazionalità. Seconde e terze generazioni identificate attraverso aggettivi numerali come ad evidenziare l’attestato di un pedigree 3.0. Tutto questo non per confondere le idee, ma per allenarci alle inevitabili nuove generazioni di mixed race, realtà meticce perfettamente rappresentate dalla collezione di Stella Jean.

I capi proposti giocano con le lunghezze e le tecniche, come ad esempio i pantaloni lunghi abbinati a giubbotti e giacche corte, i cappotti e trench arrivano sopra il ginocchio e si vestono di stampa su tessuto, lavorazioni in maglieria e spalmatura del tessuto. Il cotone, il cotone spalmato e la lana sono i tre pilastri con i quali la collezione viene creata e dà vita a cappotti e giacche dal taglio classico, camicie e maglie dalle linee classiche abbinate a pantaloni dritti. In tutto questo l’ideale di un’identità pura, compatta e priva di sfumature, viene apertamente boicottato così come l’assoluta presunzione predittiva dei più che sostengono una correlazione assoluta tra alcune caratteristiche somatiche e la provenienza geografica.

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A proposito dell'autore

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