Ogni anno il calendario dei winelover è costellato di un numero consistente di fiere enologiche e manifestazioni che abbiano come obiettivo quello di far conoscere maggiormente lo sconfinatamente ricco panorama vitivinicolo italiano. Sono davvero pochi i fine settimana in cui non si inanellano almeno un paio degustazioni guidate, banchi d’assaggio tematici ovvero tour alla scoperta di nuove zone viticole che ancora non si conoscevano a menadito

 

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All’interno di questo  contesto così denso di evento ce n’è uno completamente dedicato ai vini da vitigni autoctoni che sta riscuotendo un crescente successo di pubblico, e non solo. Si tratta di Autochtona, manifestazione localizzata e promossa dalla fiera di Bolzano in concomitanza con Hotel, rassegna dedicata all’hotellerie di qualità. L’edizione 2013 della kermesse bolzanina si terrà nei giorni del 21 e 22 di ottobre e cercherà di migliorare i già incoraggianti risultati ottenuti nel 2012, che è stata la nona edizione, alla quale hanno partecipato circa 150 aziende attirando un pubblico di oltre 1.750 visitatori, principalmente professionisti del settore

 

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Per presentare la nuova edizione si è tenuto un aperitivo informale a Milano presso la struttura che ospita stabilmente la casa Alto Adige. Col patrocinio del sempre attivo ente Alto Adige Marketing e della fiera di Bolzano c’è stata quindi occasione di fare due chiacchiere in merito a quanto conseguito nell’anno 2012, a quanto ci si aspetta dal 2013 e, soprattutto per assaggiare alcuni dei vini tipici dell’Alto Adige che potranno fare parte dell’offerta enologica presente in fiera

 

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In particolare sono stati assaggiati tre Pinot bianco e tre Lagrein di sei differenti aziende alto atesine al fine di avere una rapidissima carrellata di una piccola, ma significativa porzione della produzione enologica provinciale. Ognuno dei vini in degustazione è stato abbinato ad un piatto ideato e realizzato dallo chef Stefan Unterkirchner del Castel Ringberg che avevo già avuto modo di conoscere in una precedente occasione sempre a casa Alto Adige, perché si sa che il modo migliore per assaporare al meglio un calice di vino è mangiandoci insieme un piatto che ne esalti le caratteristiche gusto olfattive

 

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Fra i tre Pinot bianco in degustazione spicca, a mio parere, per complessità, persistenza e nobiltà il Pinot bianco 2010 di Kränzelhof, piccola e prestigiosa azienda ubicata a Cermes nelle vicinanze di Merano che già mi aveva colpito col suo Pinot nero in occasione delle recenti Blauburgudertage. Un Pinot bianco quello di Kranzelhof di struttura e materia, ma che mantiene intatta la piacevole freschezza tipica del varietale. Sul vitigno poi si potrebbe aprire un ampio dibattito in merito alla sua autoctonicità in Alto Adige. Ad oggi non esiste una definizione univoca che identifichi in maniera incontrovertibile un vitigno autoctono da uno alloctono. Il Pinot bianco è sicuramente originario, in prima battuta, dalla Francia, ma è presente nella regione atesina da oltre un secolo ed ottiene ivi delle espressioni assolutamente caratteristiche. Ciò è sufficiente per qualificarlo come autoctono? La discussione è aperta

 

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Sulla provenienza del Lagrein e sul fatto che esso sia a tutti gli effetti un vitigno autoctono in Alto Adige non persistono invece dubbi. A quello che può essere considerato a ragione uno dei vitigni simbolo della regione viene dedicato nel corso di Autochtona un evento in cui è possibile assaggiare e valutare il meglio della produzione: Tasting Lagrein, degustazione comparativa in collaborazione con il Consorzio Vini Alto Adige. Fra le etichette presenti nel corso della serata si distingue per originalità e piacevolezza il Lamarein della Weingut Erbhof Unterganzner di Josephus Mayr, presente in sala. Da uve Lagrein coltivate a Cardano, questo vini caratteristico viene sottoposto ad una lavorazione simile a quella dell’Amarone, con un appassimento su graticci che si protrae indicativamente fino a Natale. Un vino di incredibile profondità che riesce a trasmettere tutta la potenzialità del Lagrein

 

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Autochtona 2013 inizia a scaldare il motore, sarà meglio farsi trovare pronti

Il Fede

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Photo Courtesy of Fiera Bolzano

Articolo scritto e redatto da Federico Malgarini | Tutti i diritti sono riservati