Milano si sta letteralmente riempiendo di bellezza. Sì, avete letto bene: di bellezza. Nuove architetture, un nuovo skyline che strizza l’occhio ai grattacieli americani ma con uno stile decisamente più europeo, nuove strade dove passeggiare alla sera e godersi una città ritrovata ma soprattutto nuovi locali.

Ed è proprio di un nuovo locale milanese che voglio parlarvi oggi immergendovi in un ambiente decisamente unico concepito da Rosalba Piccinni: Potafiori.

Potafiori può essere definito come un contenitore al cui interno si trovano colori, profumi, una casa che ci accoglie a braccia aperte, un luogo calmo, semplice e schietto, uno spazio per i fiori e per la musica ed un bistrot con cucina. Potafiori, infatti, va oltre il concetto di ristorante, di fioraio o di sala da musica. Prende le caratteristiche migliori di questi tre luoghi e li mescola insieme per un risultato davvero interessante ed accattivante. Fiori, cibo e musica diventano così i protagonisti incontrastati di un unico scrigno di design milanese dove ho avuto modo di cenare qualche sera fa a suon di polentona croccante, funghi porcini e salsa di parmigiano, risotto alla zucca mantecato al taleggio e pepe rosa ed infine torta al cioccolato fondente 72% quenelle di ricotta di bufala e salsa pere e cannella.

Quella che ho potuto vivere all’interno di questo locale non è stata solo una cena dai sapori interessanti e dalle consistenze notevoli. Ma è stata una vera e propria esperienza che ha coinvolto più sensi allo stesso tempo, regalandomi un momento di ottima gastronomia connesso ad un’esperienza olfattiva e visiva davvero interessante e difficile da ritrovare.

Il mio consiglio è assolutamente quello di provare questo nuovo locale e, per farlo, di prenotare con largo anticipo: la novità incuriosisce e la lista di attesa è corposa, soprattutto nel weekend.

 

Potafiori
via Salasco n.17
Milano
aperto da lunedì a sabato dalle 8 alle 24

 

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A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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