Il mondo dei gemelli è sconfinato. Ci sono gli omozigoti, gli eterozigoti, sessi diversi, sesso uguale, stessa placenta o placente diverse. C’è chi è nato al settimo mese, chi è nato all’ottavo e chi è arrivato fino a scadenza. Chi aveva nella pancia due piccole personcine che non avevano nessuna intenzione di mettersi nella posizione desiderata per il parto e chi, invece, è riuscita a fare un parto naturale senza nessun tipo di problema perché entrambi si erano posizionati nel modo giusto.

Premetto che non so che cosa significhi essere madre di un figlio unico perché la vita, la fortuna e il destino hanno scelto per me una combinazione doppia: due bimbe bellissime che veleggiano verso i sei mesi più rapidamente di quanto potevo prevedere.
Dopo le prime settimane dopo il parto chiusa in casa a riprendermi dal taglio cesareo, da una gravidanza molto impegnativa e dalla ricerca di questo nuovo equilibrio nella vita quattro, ho ripreso a uscire, a frequentare adulti e ad incontrare persone più o meno conosciute. Sono tutti un po’ stupiti da questa mia maternità un po’ perché non ho mai parlato apertamente on-line del mio desiderio di avere un figlio e quindi sembra essere capitato tutto un po’ per caso, ma niente nella realtà è per caso, dietro ogni scelta c’è una decisione ed un desiderio ben definiti e io, che da figlia unica ho sempre desiderato avere più di un figlio, posso dire di aver ricevuto una gioia enorme.

Detto questo ci sono tanti commenti, tante domande e tante curiosità. Alcuni sono sporadici, altri più ricorrenti. Mi diverto sempre a rispondere, a chiarire dubbi ed intavolare conversazioni su questa mia nuova vita perché è ricca di sfaccettature e di momenti davvero felici. Vediamo quindi le domande più ricorrenti alla mamma di gemelli, siete pronti?

Ma tu le riconosci?

Questo ovviamente vale per chi, come me, ha figli omozigoti ovvero esteticamente identici o molto molto simili. Si le riconosco. Le riconosco io, le riconosce il mio compagno e i nonni. Anche alcune amiche – e amici – molto vicine a noi le riconoscono al volo

Hanno lo stesso carattere?

Assolutamente no. Fin dalla nascita, ma potrei anche dire fin dentro la pancia, hanno iniziato ad avere caratteristiche comportamentali completamente diverse fra loro. Gaia è decisamente più solare, ama stare in mezzo alle persone e se abbiamo amici a cena vuole essere seduta nel seggiolone al tavolo come i grandi. Giada invece è decisamente più schiva, riflessiva e ha bisogno di più tempo per entrare in confidenza con qualcuno (che in questo momento significa sorridere a qualcuno, o no).

Mangiano e dormono insieme?

Si, mangiano rigorosamente sempre contemporaneamente, più per una questione organizzativa che per motivi di altra natura. Abbiamo da sempre optato per tenere sincronizzate le due bimbe in maniera da avere degli orari fissi per le poppate e sapere che nel resto del tempo possiamo dedicarci ad attività diverse come il gioco, il riposo eccetera Dormono insieme durante la notte, contemporaneamente. Di giorno invece si alternano un pochino. Gaia di solito si addormenta subito dopo la poppata e si sveglia dopo una mezz’ora circa, mentre Giada dopo la poppata è molto sveglia e ha voglia di giocare e si addormenta dopo un’oretta dalla pappa.

Come hai fatto decidere chi si chiamava come?

Nella gravidanza gemellare i bimbi non possono cambiare posizione o perlomeno non si possono invertire. Sul lato destro della mia pancia, letteralmente in piedi c’è sempre stata Gaia. Sul lato sinistro invece incastrata fra le costole e la sorella, letteralmente storta e, in termini tecnici, trasversa, c’è sempre stata Giada che, per conformazione, è sempre stata due etti più piccola rispetto alla sorella (caratteristica che prosegue anche tuttora). Una volta entrata in sala operatoria ho detto al chirurgo che la bimba sulla destra si sarebbe chiamata Gaia e quella a sinistra Giada. Il resto è storia.

Hai gemelli in famiglia?

La nostra tipologia di gemelli è ereditaria. I miei gemelli infatti non provengono da cure, sperimentazioni o interventi medici ma semplicemente dal fatto che nel nostro filone familiare era presente un caso di gemelli che però, a causa delle scarse tecnologie dell’epoca, non ha permesso alla seconda personcina di nascere viva.

Perché non le vesti uguali?

Questo è un tema decisamente dibattuto, soprattutto fra le neomamme. Non ho mai apprezzato l’idea di vestire propri figli uguali anche se trovo divertente questa pratica in alcune – rare – occasioni soprattutto se la differenza di età fra i bambini è di almeno tre o quattro anni. Le mie bimbe non sono mai vestite uguali. Lo abbiamo deciso perché, esteticamente, sono molto molto molto molto simili ma internamente sono due persone ben distinte con caratteri e caratteristiche uniche. Non ci sembrava quindi giusto omologarle nell’estetica vestendole in maniera uguale e abbiamo deciso, fin da subito, di mantenere quest’idea di unicità e trasferirla anche nell’abbigliamento di ogni giorno.

A chi vuoi più bene?

Questa è senza dubbio la domanda più stupida che mi sia stata posta. Come se si potesse scegliere a chi volere più bene fra le due (di tre: ciao Alessandro) persone più importanti della vita. Come se ad un figlio gli si chiedesse se vuole più bene alla mamma o al papà. Il mio cuore se lo sono spartite in maniera assolutamente equivalente e sarà così per sempre, non hanno preso il posto di sentimenti che esistevano già ma semplicemente si è aggiunto dell’amore che non pensavo si potesse provare così forte e palpitante

Come fai a gestire due bambine piccole insieme?

Per fortuna sia io che il mio compagno siamo dotati di una dote preziosa: l’organizzazione. Questa dote ci ha permesso di affrontare l’arrivo di queste due meraviglie nella nostra vita in maniera assolutamente efficace ed efficiente. Abbiamo messo orari ed abitudini e abbiamo creato, giorno dopo giorno, un nuovo equilibrio che tenga in considerazione le esigenze di noi quattro e che dia ampio respiro a quelli che sono i nostri desideri più intimi. Sicuramente l’arrivo di un bambino in casa è un evento ricco di significato che ha la capacità di portare scompiglio e imprevisti. Il trucco per affrontare tutto al meglio è quello di mantenere la calma, non prendersi troppo sul serio e avere voglia di imparare costantemente dai propri errori, impegnandosi per mettere a frutto quello che ogni giorno si impara da questa nuova vita.

A questo punto non mi resta che salutarvi e, se avete delle domande o delle curiosità scrivetemi.

Sarà un piacere per me parlarne insieme a voi

A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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