Maison Flaneur presenta la nuova collezione maschile per la prossima stagione Autunno/ Inverno 2019 ed è subito poesia.

Il nome della casa è già rappresentativo: ispirandosi alla poetica del poeta francese Charles Baudelaire, il brand italianissimo costruisce la propria poetica intorno al significato del sostantivo flâneur, nell’accezione del gentiluomo che vaga oziosamente per le vie della città, immergendosi in essa. L’uomo di Maison Flaneur è contemporaneo, non sfugge alla modernità veloce e ne è parte ma, nel contempo, sa riconoscere il momento migliore per distaccarsene, per ritrovare se stesso, il piacere della Natura, anche in pieno inverno.

Luis Alberto Rodriguez è il fotografo che ha immortalatogli scatti di questa campagna: autodidatta, ha adottato un approccio emotivo e diretto per imprimere le immagini, rendendo ancora più contemporanea l’aura del marchio stesso. La location non è stata poi un caso ma qualcosa di voluto, desiderato al fine di meglio esprimere la mission del brand, la sintesi tra uomo e natura in quet’epoca tesa alla divisione, alla scissione tra essere umano e la Terra: sui Colli Euganei, sulle colline venete intorno alla sede centrale ha avuto luogo lo shooting. L’uomo di Maison Flaneur è quasi novello Petrarca che, rifugiatosi nell’amenità collinare, fugge alla velocità corrosiva della metropoli e ritrova se stesso in un avanguardistico e contemporaneo momento di introspezione, di solipsismo per cui diventa egli parte del paesaggio circostante, illuminato morbidamente da tiepidi raggi solari.

Il Parco Naturale dei Colli Euganei è lo sfondo di questa campagna e ne diventa silenzioso protagonista con il rigoglire di una Natura semplice ma vivida, così come i capi del brand, creati appositamente per l’uomo del XXI secolo. Il modello Aiden Brady è la perfetta scelta per sottolineare il connubio tra corpo e abito, tra esteriorità e animain un’atsmosfera sospesa ma non rarefatta, ruvida ed essenziale in cui ben si integra la personalità di chi veste questi capi, un uomo attuale, forte, deciso ma sensibile, per nulla preoccupato di ritagliarsi dello spazio per ritrovare la propria essenza.

La colleziona matura dal concetto di ciò che è essenziale, ciò che può essere essenziale nel guardaroba dell’uomo moderno; essenziale per essere classico è il leitmotiv di tutti gli outfit personalmente pensati, artigianalmente costruiti per diventare iconici. Il pea coat, i maglioni tricot, i pantaloni cargo sono i capi essenziali che possono, devono essere mixati per ridefinire un nuovo concetto di classicità, qualcosa che perda la pesantezza storica e assuma connotati in movimento, dinamici, perfetti per la vita metropolitana. La rigorosa applicazione di quest’idea ha fatto sì che i capi prodotti profumino di sartorialità, una sartorialità tecnologica a dirla tutta, perchè attenzione è stata dimostrata al processo produttivo che è sofisticato, puntuale ma senza perciò perdere di vista l’obiettivo della maison. Il cotone doppio bouclè, la ruvidezza della lana, il tricot sono le trame dei capi la cui ruvidezza è una caratteristica voluta, creata e ottenuta; il nylon ultra leggero è elemento di raccolta che conferisce compostezza contemporanea a capi caldi e avvolgenti in cui l’uomo che sceglie Maison Flaneur possa immergersi, sentirsi avvolto; questa collezione maschile dinamica e up-to-date è un inno alla mascolinità intesa come coefficiente umano.

                                     Articolo scritto e redatto da Ciro Sabatino | Tutti i diritti sono riservati

A proposito dell'autore

Classe 1983, napoletano di nascita ma meneghino d'azione, insegnante appassionato di Italiano, Latino e Storia, da sempre sedotto dalla Moda, da quest'arte sublime ed eterea che lascia comunque traccia. Penna e calamaio per esprimermi e comunicare al mondo: ad una mail preferisco un foglio di carta, magari carta da zucchero.

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