Tranquilli: non sto per somministrarvi né il riassunto di una lezione di aerobica né la verità imprescindibile. Oggi, curiosamente, per una serie assolutamente imprevedibile di eventi ed incontri ho riflettuto su che cosa significa avere figli, così mentre tornavo a casa dopo una giornata passata a incontrare persone che non ne hanno ed ai quali riesce difficile immaginare quale può essere la mia quotidianità, ci facevo attenzione.

Ho cercato di concentrarmi su di una cosa specifica, ovvero: avere dei figli mi ricordava una qualche azione, abitudine o dovere che avevo nella mia vita di prima? Sì, la chiamerò vita di prima perché, seppure io abbia mantenuto intatti moltissimi tratti miei caratteriali e abitudinari, la vita cambia completamente una volta che compaiono le due linee di positività del test di gravidanza.




Comunque dicevo: cercavo di ricordare un’affinità fra l’avere dei figli ed un qualcosa che avevo già vissuto. E poi mi si è illuminato un pensiero: avere figli è come fare ginnastica al liceo. Ve la ricordate l’ora di educazione fisica a scuola? Io sì, nettamente. Ci si preparava esattamente il giorno prima quando si preparava la cartella con il necessario per svolgere l’attività: scarpe da ginnastica, tuta eccetera; si attendeva il giorno seguente e si andava scuola con la sensazione di quel mix dato da una parte dalla novità emozionale e, dall’altra, dalla svogliatezza fisica de il prepararsi prima e il prepararsi dopo la lezione. Durante la lezione c’erano sempre delle novità impreviste: tu ti preparavi mentalmente a fare 10 giri di corsa per riscaldarti, invece, arrivava il prof e buttava all’aria il programma decidendo di uscire dell’edificio, in pieno inverno, per andare al campetto distante 2 km della scuola a fare due tiri a canestro. Oppure entravi in palestra con un pantaloncino corto perché intanto oggi sicuramente faremo una partita di calcio e ti ritrovavi a testa in giù sul quadro svedese nel primo giorno di mestruazione.

Potrei andare avanti con tanti esempi ma torniamo alla similitudine.



Avere figli è come fare ginnastica a scuola perché, anche se ti prepari mentalmente a quello che succederà in realtà non ne sei assolutamente pronto. Pensi di poter sostenere una certa fatica e non sarà così, perché questa arriverà improvvisa e in formato assolutamente diverso , rispetto a quello che ti eri immaginato. Ci sarà sempre qualcuno più bravo di te, che non perderà occasione per fartelo notare. Ma, allo stesso tempo, ci sarà sempre qualcuno meno bravo di te, che ti farà pensare al tuo livello di bravura. Ci sarà sempre qualcosa da imparare. Quando sarai imparato a una determinata cosa, verrai sorpreso da qualcos’altro, che non ti aspettavi. Ti stancherai tantissimo ma non parlo solo a livello fisico, ma anche, e soprattuto, di quello mentale. Bramerai la doccia, ma poi ti sentirai troppo stanco per farla, e te la godrai con una sensazione stranissima addosso. Cercherei di fare squadra, ma non sempre sarà un successo. Ci saranno delle partite che perderai e altre che vincerai in maniera grandiosa, ma l’importante è sempre partecipare e arrivare fino in fondo. Vivrai momenti in cui ti sentirai unico ed invincibile altri in cui avrai il morale a terra, come quando si viene scelti per ultimi nella fase di creazione delle squadre.

Per me. Avere figli e come fare ginnastica al liceo, con le dovute differenze macroscopiche.



A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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