La nostra nuova casa era molto diversa.

“Era” perché mentre vi scrivo accedo alla casella dei ricordi per raccontarvi quello che ho più volte definito l’armageddon.

Riavvolgiamo il nastro.

Rogitammo in un meraviglioso giorno di novembre che sancì l’inizio della ricerca più complessa della storia: quella relativa all’impresa alla quale affidare il nostro piccolo grande nuovo nido domestico. L’architetto aveva ipotizzato diversi layout e all’ultima riunione, come da copione, decidemmo di stravolgere tutto e pensare la casa in una nuova configurazione.

Detto fatto.

Pratiche edilizie, appuntamenti in comune e via. A dicembre iniziarono i lavori con l’impresa che aveva letteralmente fatto breccia nei nostri cuori, passando per una decina di preventivi comparativi.
Prima fase: la demolizione.

La nostra casa conta circa 130mq: al momento del rogito strutturati in 10 stanze.

Sul lato sud un’immenso salone da quasi 55 mq, mentre sul lato opposto 7 stanze piccole tutte vicine fra di loro.

La casa, che presenta due ingressi, era caratterizzata da un ingresso chiuso completamente su un corridoio che non beneficiava della luce naturale del sole e che dava una sensazione di piccolo e buio appena varcata la soglia. Il bagno della zona giorno era composto da pochi metri quadrati ricavati con pareti ad incastro che non permettevano l’inserimento di una doccia. Una stanza aveva al suo centro una colonna portante che ne impediva quasi completamente la fruizione.

Ai nostri occhi comparivano non pochi difetti e avevamo inoltre diverse esigenze: tre camere da letto, una grande per noi, una grande per le bimbe e una per gli ospiti, due bagni comodi, una cucina grande – magari a vista – e lo studio per lavorare in casa.

Fu così, che una mattina di dicembre, con il sole alto nel cielo e l’avviso per i condomini appeso nell’ingresso, che ebbe inizio l’armageddon.  Quasi 60 metri quadri di tramezzi furono abbattuti: pezzettino dopo pezzettino, piastrella dopo piastrella, fino ad ottenere il risultato atteso, ma per quello dovrete leggermi fra qualche settimana!

A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

Post correlati