Il talento si percepisce. Da tanto tempo applico questa massima all’enomondo sostenendo che il vino buono è quello che piace e che quindi non si debba essere dei mega esperti per capire quando un vino è effettivamente piacevole. Penso che la stessa cosa valga a grandi linee anche nel mondo dell’arte in generale e della musica in particolare. A patto di avere mente aperta e non vincolata a limitanti preconcetti e rigide schematizzazioni il talento di un artista traspare anche quando viene espresso in uno stile non prettamente congeniale al nostro

 

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Joan Wasser ha un talento assolutamente percepibile. La polistrumentista statunitense nasce come violinista, ma ben presto decide di assecondare il proprio estro creativo cimentandosi con pianoforte e chitarra. Ed è forse con quest’ultimo strumento che dimostra di avere il feeling maggiore, sarà per l’animo intimamente rockettaro, per lo spirito libero oppure per la voce che ben si accorda alle sonorità leggermente distorte della chitarra elettrica. O forse per una combinazione di questi tre fattori e di chissà quanti altri. In qualsiasi caso quando Joan Wasser prende in mano una chitarra si sente che è maggiormente a suo agio e riesci ad esprimersi al meglio

 

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Risale al 2002, in occasione del trasferimento della musicista a New York, la nascita del progetto Joan as Police Woman. Oltre un decennio passato ad affinare una suono che ricalcasse la propria concezione di rock melodico e orecchiabile. Il quarto capitolo di quest’avventura è The Classic, full length che è stato recentemente presentato nell’accogliente contesto del café Trussardi. Fra luci soffuse, in un’atmosfera di calda rilassatezza e incorniciati da piante rigogliose, la Wasser ha suonato in anteprima i brani Holy City, Stay, New Years Day, Good Together, The Ride, Feel the Light, oltre a The Classic, la canzone da cui è tratto il titolo del nuovo album

 

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Sonorità di fondo e mood generale che richiamano in maniera spiccata gli albori del rock moderno, i ‘50s in cui l’influsso del blues era ancora predominante, interpretati in maniera personale per creare melodie estremamente catchy (lo so che esiste la traduzione in italiano, ma acchiappante il termine è protetto da diritti d’autore) valorizzate appieno dalla presenza scenica di Joan che “sente” il palco. Un rock antico seppur moderno, vissuto e coinvolgente che fa presa sull’ascoltatore. Il breve video registrato in occasione della presentazione dà un’idea più precisa della cifra stilistica di Joan Wasser, non vi resta che scoprire il resto della sua produzione

http://www.youtube.com/watch?v=kEuz06UhciU&list=UUxYaFsbOLknUvgCboIVprKw&feature=c4-overview

 

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Articolo scritto e redatto da Federico Malgarini  | Tutti i diritti sono riservati

A proposito dell'autore

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