Come vi anticipavo questa mattina, ieri il pranzo non si è svolto in paese, ma bensì nella baita Le Lapin di alta quota di La Thuile, dalla quale la visuale, l’aria ed i paesaggi ci hanno lasciati senza fiato

Ad accoglierci, prima del pranzo, sul quale prometto non vi tedierò con mille fotografie, abbiamo avuto il piacere di curiosare in uno degli stanzoni della baita, adibito a conservazione e stagionatura di formaggi

Il prodotto di punta della baita è la fontina DOP valdostana, formaggio che può essere mangiato relativamente fresco dopo tre mesi, oppure invecchiato fino anche a tre anni con l’ausilio delle camole che donano al formaggio una nota piccante molto particolare

l’altro prodotto tipico della baita a chilometro zero, è la toma, formaggio dal gusto più amaro che abbiamo degustato con la stagionatura di 1 anno, per poi gustarlo nuovamente durante il pranzo, insieme a salumi tipici (anch’essi a chilometro zero) prodotti direttamente ad alta quota

tutti i formaggi che vedete in queste immagini sono stati prodotti con il latte delle mucche pezzate rosse e pezzate nere valdostane, che ci hanno accolti all’uscita della stanza di stagionatura

Devo ammettere di non essere una grande amante di formaggi, anche vista la mia intolleranza al lattosio, ma ascoltare la proprietaria della baita, che lavora personalmente tutto quanto insieme alla sua famiglia, sentire l’entusiasmo e la determinazione con la quale porta avanti il suo progetto di vita, basato sulla natura, sul territorio e sui prodotti a chilometro zero, beh devo ammettere mi ha lasciato a bocca aperta

A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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