Oggi ho litigato con mia mamma. Non è stata una litigata incredibilmente accesa e l’argomento non è assolutamente nuovo. Niente che vada oltre all’ordinario che si crea quando due caratteri forti come un ariete e un leone passano le giornate all’interno di circa 50 m quadri.

Questa litigata però è stata per me profondamente diversa perché è come se fosse stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ovviamente parlo di un vaso inconscio, trasparente ai miei occhi ma concreto e reale dentro di me. Questa litigata arriva dopo 16 mesi di ruoli sovrapposti, mescolati, in contrasto. Da una parte io ho smesso di essere solo una figlia e ho iniziato ad essere una figlia ed una mamma, lei ha smesso di essere una mamma e basta ed è diventata una mamma e una nonna.

Anche se questi passaggi sono basici e assolutamente logici, si portano dietro un connubio di emozioni irrazionali.  Si portano dietro la sovrapposizione di ruoli e, se da una parte l’aiuto dei nonni è per noi fondamentale e imprescindibile, dall’altro crea delle dinamiche domestiche a volte difficili da gestire ed analizzare oggettivamente.

Il fatto che abbiamo litigato non è un problema, capita e la ragione è che abbiamo visioni diverse, caratteri diversi ed esperienze di vita completamente diverse. Lei mi consiglia per quello che pensa sia bene per me mentre io, molto spesso, sono in contrasto con le sue opinioni e vado avanti con le mie idee. Ovviamente tutto questo genera uno squilibrio perché fino a che avevo 10, 15, 20 anni c’era lo scontro ma poi alla fine abbassavo la testa, annuivo ed incassavo, mentre adesso che di anni ne ho qualcuno di più, che di scelte nella vita ne ho compiute anch’io, che sono passata al di là della barricata di chi è solo figlio, beh adesso cambia tutto perché è come se ci fosse una linea sottile di demarcazione che segna il confine di due territori, vicini ma allo stesso tempo distinti.

Come se io avessi varcato questa linea sottile e lei non se ne fosse accorta. Continua a dirmi quello che secondo lei devo fare oppure che non devo fare ma non accetta che la mia reazione non è più quella di “abbassare la testa, annuire ed incassare”, perché adesso si trova un muro, una testa pensante ed una serie di decisioni già prese, non più da discutere alla ricerca dell’approvazione.

E così oggi, dopo che abbiamo litigato, sono uscita per una serie di appuntamenti e non ho mai smesso di riflettere su una cosa che, adesso, vedo in maniera distinta ed oggettiva. Sono andata oltre, sono diventata mamma ed ho iniziato a comportarmi, soprattutto con le mie bambine, come la mamma che avrei voluto avere. Sono diventata il genitore del figlio che avrei voluto essere facendo un miscuglio fra quello che mi è piaciuto di mia mamma e quello che non ho sopportato, ho imparato moltissimo dai suoi pregi ma anche dai suoi difetti, ho deciso di agire per imitazione ma anche per contrapposizione. Questo è il motivo per cui mi sono scontrata con mia mamma: non mi sono clonata rispetto a lei ma ho preso il meglio di lei e l’ho aggiunto al meglio che mi è mancato.

Penso che diventare genitore sia una delle cose che, nella vita, mi ha messo maggiormente in discussione, mi ha creato più dubbi, più necessità e più decisioni di qualunque altra cosa nella mia esistenza. Sicuramente, se non avessi avuto una mamma come la mia, oggi non sarei qui a tirare le fila di questo processo così faticoso ma allo stesso tempo importante che ogni giorno porto avanti per Gaia e Giada. Oggi ho capito che, anche quando litighiamo, mi insegna qualcosa: ad essere la mamma migliore che c’è per le mie bambine.

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A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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