Ve la ricordate quella bimba che, tornando a casa da scuola sotto un acquazzone, trovava e portava a casa un gattino tutto bagnato? Con la mamma preoccupata per il ritardo che si scioglieva non appena posava lo sguardo su quel fagottino di pelo e tenerezza e serviva sorridente un piatto di pasta fumante? E quel papà in viaggio di lavoro, che infilando una mano nella tasca della giacca trovava il fusillo che la figlia gli aveva nascosto dentro perchè si sentisse meno solo pensando alla propria famiglia? Se la risposta è si e se l’occhio vi si inumidisce ancora nonostante gli anni passati, siete nati verso la fine dei ’70, e siete cresciuti con la granitica certezza che dove ci fosse stata Barilla, allora ci sarebbe stata casa.

L’azienda di Parma da sempre cerca questa identificazione con la famiglia italiana, seguendo l’evolversi della stessa dal punto di vista di una società in continuo mutamento: se vent’anni fa l’italiano si riconosceva nella situazione del papà lavoratore e della mamma casalinga, con lui che torna a casa dall’ufficio alle 17.30 e trova lei sorridente che prepara la cena, oggi il modello è necessariamente diverso, come sono diversi i ruoli giocati dai componenti della famiglia.

Oggi si lavora in due, gli orari sono flessibili, i figli fanno sport e hanno bisogno di essere accompagnati e riportati a casa, c’è il rito dell’aperitivo che sposta ancora più in là il ritorno tra le mura domestiche; ci sono nuovi lavori che non c’erano prima, lavori dove la creatività e la “social-mediaticità” (e passatemelo, dai…) la fanno da padroni e per loro natura non vanno d’accordo con la routine del “si cena alle 19.30”; ci sono le nuove famiglie formate solo da una persona, che quando è donna è divoratrice di insalate e quando è uomo…beh, è uomo, quindi tendenzialmente pigro; insomma, la famiglia è cambiata tanto, e la cosa che le manca di più, il vero lusso degli anni 2010, è il tempo.

E qui Barilla cala l’asso. Si perchè, in combutta con Whirlpool, si è inventata il forno che cucina da sè: si chiama CucinaBarilla, ed è pronto per rivoluzionare in meglio tante serate altrimenti complicate da gestire.

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E’ un forno, si diceva, poco più grande di un microonde, con un sensore che legge e riconosce l’etichetta dei kit appositamente creati da Barilla; non si deve fare altro che inserire gli ingredienti e avviare la cottura, poi ci si può dedicare a se stessi: una doccia, la lettura di un libro, magari un sonnellino o una corsa sul tapis roulant, una semplice chiacchierata con il partner (sembra facile, ma a volte è cosa rara di questi tempi) o un pò di gioco con i bambini. Il forno ci avviserà quando il piatto è pronto, senza dover stare a controllare l’acqua che bolle, il sugo che sta bruciando e il pane dimenticato in freezer. Tempo. Ecco il concetto chiave che sta alla base di un progetto il cui direttore è un giovanissimo ed entusiasta manager, si chiama Matteo Gori, e ci ha introdotto nel mondo di CucinaBarilla prima di farci assaggiare, è proprio il caso di dirlo, le capacità di questo forno magico.

BIANCO CON KIT

FOCACCIA OLIVE

I kit sono tanti e altri sono in fase di studio, noi abbiamo potuto assaggiare la focaccia (buonissima!!!!!), il pane, la pizza, dei fusilli con sugo di pomodoro e verdure e il preferito di Matteo, il risotto alla milanese. I kit contengono gli ingredienti crudi, ovviamente pasta e sughi Barilla, bisogna solo aggiungere acqua in un apposito cassetto sotto il forno e il gioco è fatto: non c’è nulla di precotto, non stiamo parlando di risotto o pasta in busta, sono ingredienti veri, senza alcun “trattamento” particolare.

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Barilla si conferma, ancora e sempre, sinonimo di casa: aspettiamo nuovi spot di CucinaBarilla per far inumidire l’occhio anche alle nuove generazioni.

Enjoy!

 

Articolo scritto e redatto da Lorenzo Volpi | Tutti i diritti sono riservati 

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