Avete presente l’adrenalina? Quella vera intento. Quella che vi pervade quando state per fare qualcosa di grosso? Quella che vi tiene svegli la notte ed attivi di giorno? Quella che senti sotto pelle, che ti fa venire la pelle d’oca, dentro e fuori? Ecco quella, proprio lei mi ha tenuto sveglia praticamente un’intera notte a lottare contro i “adesso mi alzo” ed “ora finisco la valigia”.

La partenza la sapevo da settimane, prima il silenzio stampa poi la voglia di tenere per me e le persone vicine questa novità bellissima che mi ha fatto mollare una riunione importante per chiamare papà a casa e dirgli che andavo in Australia. Eh sì, alla fine la prima persona che si vuole sentire è sempre quella con cui hai le foto da più tempo, che ti chiede se hai i bolli sul passaporto ed i dollari prenotati in filiale e che, anche se non lo direbbe mai, è felice per te come mai prima di ora perché sa che è il tuo sogno da una vita, ed allora via, parti, prepari i documenti, il visto, la marca da bollo sul passaporto rinnovato l’anno scorso per il viaggio a Los Angeles e si parte di nuovo.

Ha avuto inizio così questa avventura dopo la mail di contatto che mi ha fatto saltare sulla sedia dell’ufficio e mi ha svoltato la giornata. Alle 11 del 20 (che giorno è oggi che leggete, boh) mi sono chiusa la porta di casa alle spalle ed inforcato un Uber (sì, lo confesso io questo servizio lo uso tantissimo) direzione Cadorna. Un biglietto e via verso Malpensa. Incontrate le mie compagne di viaggio si va al check-in. Sandra già la conoscevo e passo dopo passo si rivela una certezza, alla mano ed entusiasta è la compagna di viaggio ideale. Marta ha un blog di travel e anche se sbatte gli occhi a cuoricino quando racconta che partire con il suo lui “è tutta un’altra cosa” in realtà è una persona super solare che ci contagia subito con la sua spensieratezza. Marina è la nostra guida, super attenta viene con noi come inviata dall’agenzia e seguirà Marta nel suo itinerario. Sì perché forse non ve lo avevo ancora detto, il programma prevede che una volta arrivate a destinazione, dopo la prima notte insieme ci dividiamo per ricongiungerci al quasi termine del tour. Sandra andrà alla scoperta dei vini e del food vero e proprio, Marta della parte di Australia più selvaggia con tanto di kajak ed io finirò fra koala e pinguini su Philipp Island (evviva!!) oltre ai negozi ed ai luoghi di culto di Melborne.

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Ma torniamo al viaggio. Check-in effettuato al banco della Qatar  Airlines che, come vi avevo anticipato, è la compagnia partner di questo viaggio che ha deciso di condurci a Melbourne. Imbarcato il bagaglio che rivedremo direttamente in terra australiana, passiamo il controllo e via verso il gate. Un altro controllo passaporti, un pranzetto al nuovo corner di Davide Oldani e via verso il volo. Primo step: 6 ore in aria per lasciare alle nostre spalle Milano alla volta di Doha, in Qatar  appunto. Fra un film e l’altro (ho beccato Thelma&Louise, film del 1991 con Susan Sarandon, Geena Davis e un Brad Pitt davvero giovane) abbiamo anche festeggiato il compleanno di Sandra che oggi compie gli anni con tanto di torta e spumante a bordo!

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Una volta atterrate a Doha siamo rimaste sorprese dalle temperature. Alle 23 passate ora locale l’aria era estremamente calda come se aperte le porte dell’aereo, che ci ha condotte fino a qui, ci fosse un enorme phon acceso alla massima potenza. Con il calore che ci avvolgeva mentre scendevamo la scaletta dell’aereo, l’umidità si prendeva possesso delle nostre persone, facendoci provare una sensazione di assoluto disagio rispetto al clima a cui in Europa siamo abituate. Saliamo rapidamente sul pullman (sul quale ovviamente l’aria condizionata non può mai essere spenta) che ci conduce per un buon quarto d’ora fra pista di atterraggio e decollo ed accessi laterali all’aeroporto fino a che non arriviamo alla sezione atta a chi, come noi, è in transfer verso altre destinazioni. Ad attenderci oltre ad un controllo bagagli e passaporti anche una folla impazzita di indiani che congiuntamente a noi varcano la medesima zona. Persone decisamente sopra le righe, irrispettose delle regole e delle file, chiassosi e maldestri dimostrano di non avere nessun valore per la distanza fra le persone, urtandoci frequentemente e senza alcuna remora in merito. E’ particolare per chi, come la sottoscritta, non ha mai avuto modo di vedere questa fetta di mondo, rendersi conto della diversità di cultura che si riflette in atteggiamenti decisamente invasivi che per loro rappresentano la quotidiana normalità.

A Doha non abbiamo moltissimo tempo per curiosare ed ambientarci, il nostro prossimo volo parte, o meglio avrebbe dovuto partire, in meno di 2 ore. Ci dividiamo fra chi vuole gestire le mail ricevute, chi riposarsi un attimo e chi ha curiosità di vedere che prodotti vendono al duty free. Mi immergo così nel caoticissimo unico enorme negozio dell’aeroporto dove mi ritrovo l’80% dei passeggeri in transito in quel momento, e milioni di confezioni famiglia-extra-large di dolci e dolcini, liquori e sigarette. Non fa per me, prendo l’acqua e mi defilo.

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Apre il check-in del nostro prossimo volo: Doha-Melbourne. Vengono ricontrollati biglietti, passaporti e bagagli a mano ed inizia la lunga attesa. Ci fanno salire su un aereo che praticamente sembra riservato tutto per noi dato che la capienza del B777-300 propone 777. posti e noi siamo più o meno 70 persone: meraviglia della Qatar Airlines che ha fatto, inoltre, della cortesia a bordo uno dei suoi fiori all’occhiello.

La compagnia aerea che ci sta supportando in questo viaggio, infatti, è una delle più famose che serve con i suoi mezzi questa fetta di mondo e vanta una flotta di velivoli davvero invidiabile. Il personale a bordo è di prevalenza arabo od indiano, ma le lingue parlate a bordo sono praticamente tutte quelle conosciute nel mondo (ndr. No, l’italiano è l’eccezione che conferma la regola). Il servizio al cliente è tarato per il livello di volo in maniera da rendere la permanenza a bordo, che spesso è decisamente lunga temporalmente, quanto più piacevole possibile e non preoccupatevi se per dimenticanza od inesperienza vi dimenticate a casa qualche cosa per dormire, perché qui fra cuscini, coperte, calzini pesanti, mascherine per gli occhi e tappi per le orecchie forniti da loro non avrete la sensazione che manchi nulla.

Imbarcati bagagli e passeggeri inizia però una seconda attesa: quella dei pochi passeggeri che arrivano con le coincidenze in ritardo, l’orario di partenza slitta così dalle 00.20 alle 01.50. E solo verso le 2 del mattino si parte verso l’inizio vero del nostro viaggio. Il volo dura 13 ore e mezza, sì avete letto bene. Una vita intera sospesi per il 60% del tempo sopra all’acqua. Personalmente mi ero imposta di dormire quanto più possibile per cercare di non arrivare completamente frullata nella terra dei canguri e così ho fatto. Un consiglio che mi era stato dato e che, visto il successo, vorrei ritrasmettere a voi è questo: se prendete sonno facilmente no problem, anche se dormire in aereo non è mai semplicissimo, se invece come me avete un corpo che si emoziona all’idea di un viaggio e di dormire non ne ha proprio intenzione, il giorno prima del volo vi consiglio di andare in erboristeria od in farmacia ed acquistare la melatonina, da prendere sotto forma di spray o pastiglia o foglietto da applicare sotto la lingua ed un’ora prima di quando volete addormentarvi beatamente prenderne una piccola quantità. Sogni d’oro 🙂

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Detto questo dopo quasi 10 ore di sonno a tratti, passeggiate su e giù per l’aereo, chiacchiere con vicini di posto e curiosi, mi sono definitivamente svegliata. Fuori dal finestrino il buio regna sovrano ed il tramonto questa volta ahimè l’ho perso ma sono certa che ci saranno nuove occasioni di scatto. A proposito di fotografie vi avevo già detto che Canon sponsorizza il tour? Ecco, ora lo sapete! Reflex, ottiche e videocamera ci sono state gentilmente offerte in questa occasione per documentare al meglio il nostro viaggio.

Sezione per gli addetti ai lavori: come corpo macchina mi è stato fornito un EOS 70D, versatile, con un ottimo rapporto fra professionalità e semplicità di utilizzo. Due ottiche mi supporteranno in questo viaggio: EF-S 10-22mm perfetto per i paesaggi sconfinati che avrò dinanzi e EFS 15-85 mm ideale per i dettagli da avvicinare con un zoom che permette scatti di alta qualità senza difficoltà. A completare la family tecnologia c’è poi la Legria, una videocamera di ultima generazione che vista la sua ridotta dimensione sta letteralmente in mano. Prodotto Full HD è anche dotata di wifi per poterla connettere facilmente con altri dispositivi e condividere immediatamente i video realizzati.

 

Atterriamo all’aeroporto di Melbourne che sono le 23 passate. Ritiriamo i bagagli che sono arrivati a destinazione e via verso il primo albergo: Ovolo Hotel, doccia, post e nanna! A domani

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Tutte le immagini dell’articolo sono proprietà di Laura Renieri – Realizzate con Canon Reflex EOS 70D con ottiche Canon EFS 15-85 mm e/o Canon EF-S 10-22mm | Tutti i diritti sono riservati