Se c’è una cosa che ho capito durante il mio viaggio in Bretagna è che qui mangiare è un modo per conoscere il territorio. Il mare non è soltanto quello che si guarda dalla passeggiata di Saint-Malo o dalla Pointe du Grouin: arriva direttamente nel piatto sotto forma di ostriche, cozze, pesce, crostacei e molluschi. E poi ci sono il grano saraceno delle galette, il burro salato, il sidro, le crêpes e quei dolci che rendono difficile dire di no a un secondo dessert.

Nel mio itinerario di tre giorni tra Saint-Malo, Cancale, Mont-Saint-Michel, Dol-de-Bretagne e Dinard ho provato ristoranti molto diversi tra loro, ma con un elemento comune: una cucina fortemente legata ai prodotti della costa e della Bretagna. Questa è la mia guida a cosa mangiare in Bretagna e dove mangiare tra Saint-Malo, Cancale, Dol-de-Bretagne e Dinard, partendo naturalmente dagli indirizzi che ho provato personalmente.

.

La prima tappa gastronomica del viaggio è stata Saint-Malo, dove abbiamo pranzato al Bar à Cidres.

È un indirizzo particolarmente interessante per iniziare a conoscere la cucina bretone perché mette insieme alcuni dei suoi ingredienti più rappresentativi: sarrasin, prodotti del mare e sidro. Il Bar à Cidres Breizh Café, aperto nel 2026 nel centro di Saint-Malo, propone infatti una selezione di sidri e poiré artigianali insieme a ostriche di Cancale, cozze, pesce affumicato, galette di grano saraceno e crêpes.

Durante il nostro pranzo abbiamo scelto ostriche Celine fini n. 3, una galette con prosciutto bretone artigianale e una Kagurazaka galette. È proprio da qui che partirei per raccontare una delle grandi differenze della cucina bretone: la galette non è semplicemente una crêpe salata. È preparata con grano saraceno, il sarrasin, e rappresenta uno dei piatti più riconoscibili della tradizione regionale. Il modo migliore per accompagnarla? Una bolée di sidro.

.

Poi c’è Cancale.

Qui parlare semplicemente di “mangiare ostriche” sarebbe riduttivo. Il porto di La Houle e il mercato delle ostriche fanno parte della stessa esperienza: si arriva sul mare, si acquistano le ostriche direttamente dai produttori e si possono mangiare sul posto, guardando la baia.

A bassa marea il paesaggio cambia completamente e i parchi ostricoli diventano visibili per circa 366 ettari della baia. È proprio questo rapporto tra mare, allevamento e gastronomia a rendere Cancale così particolare.

È stata una delle esperienze che ho voluto fare durante il viaggio e, personalmente, una di quelle che consiglierei di non saltare. Non serve trasformarla in un pranzo impegnativo: ordinate le ostriche, prendetele sul porto e mangiatele lì. È difficile immaginare un modo più diretto per assaggiare Cancale.

.

Per la prima cena a Cancale abbiamo scelto La Mère Champlain, direttamente sul porto di La Houle.

La posizione è parte dell’esperienza: il ristorante si trova di fronte alla baia e il panorama cambia seguendo le maree. La proposta è fortemente legata al mare e comprende pesce e frutti di mare.

Durante la nostra cena abbiamo ordinato ceviche di pesce, moules marinières e ostriche. È stata una cena che rappresenta bene la cucina di questa parte della Bretagna: prodotti riconoscibili, preparazioni leggibili e il mare sempre al centro.

.

Se amate le cozze, in questa zona dovete cercare le moules de bouchot.

Il nome deriva dal particolare sistema di allevamento su pali di legno, i bouchots, e quelle della baia di Mont-Saint-Michel beneficiano di una AOP. La produzione interessa la parte bretone della baia e rappresenta una delle specialità gastronomiche più importanti della zona.

Noi le abbiamo mangiate più volte durante il viaggio, anche nella classica preparazione moules marinières. A Dol-de-Bretagne abbiamo pranzato da Au Bouchot, scegliendo proprio le cozze. È una cucina che non ha bisogno di molti artifici: cozze, vino, aromi e il gusto del prodotto.

A Dinard abbiamo scelto Le Pic à Bulot, un indirizzo che definirei perfetto per chi ama il pesce e i frutti di mare. Il locale è insieme poissonnerie e bistrot marin e lavora con pesce, molluschi e crostacei, con una proposta che cambia anche in base agli arrivi del giorno. Noi abbiamo ordinato ceviche de poisson blanc, moules marinières con frites e poulpe snacké. Mi è piaciuto perché è un’esperienza diversa rispetto alla cena più tradizionale di Cancale: il mare resta protagonista, ma arriva in tavola con preparazioni più contemporanee.

.

Per l’ultima cena del viaggio siamo tornati a Cancale e abbiamo scelto Bistrot de Cancale. Anche qui abbiamo seguito il filo conduttore del viaggio: il mare. A tavola sono arrivati cozze, vongole della baia, bisque di granchio allo zafferano di Bretagna e San Pietro. È stata una conclusione quasi perfetta perché, dopo tre giorni, ci siamo ritrovati ancora una volta davanti a quello che per me è il vero protagonista della gastronomia di questa parte della Francia: il prodotto locale.

.

Cosa mangiare in Bretagna: la lista da non dimenticare

Se state organizzando un viaggio in Bretagna, questa è la mia lista essenziale.

Ostriche di Cancale

Sono probabilmente la prima cosa da mettere in agenda, soprattutto se passate da Cancale. Il mercato sul porto permette di acquistarle direttamente e consumarle sul posto. L’ostricoltura è una parte fondamentale dell’identità gastronomica locale ed è inserita nel Patrimonio Culturale Immateriale della Francia.

Moules de bouchot

Le cozze allevate sui bouchot sono un’altra specialità della zona. Quelle della baia di Mont-Saint-Michel hanno ottenuto l’AOP nel 2011.

Galette de sarrasin

La galette salata preparata con grano saraceno è uno dei simboli della cucina bretone. Da provare con un bicchiere di sidro.

Crêpes

La versione dolce delle galette, generalmente preparata con farina di frumento, è l’altra grande protagonista delle tavole bretoni. E qui entrano in gioco burro salato, zucchero e caramello.

Kouign-amann

Un dolce bretone decisamente importante, fatto di pasta, burro e zucchero caramellato. Non è leggero. Ma non credo sia questo il motivo per cui si viene in Bretagna.

Far breton

Altro grande classico della pasticceria regionale, tradizionalmente preparato con prugne.

Caramello al burro salato

Perfetto per accompagnare crêpes e dessert, ma anche da portare a casa come ricordo gastronomico.

Sidro bretone

Da provare soprattutto insieme alle galette. In Bretagna il sidro non è semplicemente una bevanda, ma parte della cultura gastronomica locale. La nuova proposta del Bar à Cidres Breizh Café di Saint-Malo è un esempio interessante di come il sidro venga oggi trattato come vero prodotto gastronomico.

Altri indirizzi da segnare

Se avete più tempo e volete ampliare la vostra esperienza gastronomica, la zona offre naturalmente molte altre possibilità. L’ufficio del turismo di Saint-Malo raccoglie una vera e propria selezione di indirizzi e produttori legati alle specialità locali, dalle ostriche di Cancale alle moules de bouchot, fino ai prodotti della terra.

A Cancale, per esempio, segnerei La Table Breizh Café per una proposta più contemporanea, costruita sull’incontro tra prodotti bretoni e influenze giapponesi.

E se amate particolarmente il mondo delle ostriche, non limitatevi al ristorante: vale la pena cercare un’esperienza direttamente con un ostréiculteur, per capire come vengono allevate e come il lavoro quotidiano cambia in funzione delle maree.

Dopo questo viaggio, se qualcuno mi chiedesse cosa mangiare in Bretagna, non partirei da una lista di piatti. Partirei da una sensazione. Quella di sedersi davanti al mare e ordinare ostriche. Di mangiare una galette con un bicchiere di sidro. Di vedere arrivare una grande cocotte di cozze. Di scegliere il pesce del giorno senza avere bisogno di costruire troppo il piatto.

La cucina bretone mi è sembrata così: generosa, concreta, profondamente legata al territorio. E soprattutto una cucina che non cerca di separare ciò che si vede da ciò che si mangia. Qui il mare è davanti agli occhi e, pochi minuti dopo, è nel piatto.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata