A Milano, Palazzo Reale, fino al 31 gennaio 2027, la mostra “I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa” racconta la storia di una delle più influenti dinastie artistiche del Rinascimento europeo e, attraverso oltre 80 opere tra dipinti, disegni e stampe, ricostruisce la nascita di alcuni dei generi che ancora oggi definiscono la pittura occidentale.
Il progetto, firmato da Bernard Aikema e curato da Carlotta Striolo, parte da Pieter Bruegel il Vecchio, capostipite della famiglia. La sua pittura segna una svolta: alle visioni fantastiche e agli universi inquietanti ereditati da Hieronymus Bosch sostituisce progressivamente una realtà fatta di paesaggi, neve, feste di paese, contadini e bambini. Una scelta solo apparentemente popolare, dietro la quale si nasconde una complessa rete di riferimenti destinata a un pubblico colto.
Con i figli Pieter Brueghel il Giovane e Jan Brueghel il Vecchio, la fortuna della famiglia assume però una nuova dimensione. Il primo contribuisce alla diffusione dei modelli paterni attraverso numerose varianti e una bottega capace di rispondere a un mercato dell’arte sempre più ampio. È il momento in cui prende forma quello che la mostra definisce il “brand Brueghel”, attraverso la riproduzione e la diffusione di soggetti riconoscibili e particolarmente richiesti.





Jan Brueghel il Vecchio porta invece la pittura della famiglia oltre i confini dei Paesi Bassi. Il suo lungo soggiorno italiano lo conduce anche a Milano, dove arriva nel 1595 su invito del cardinale Federico Borromeo. Qui realizza opere come Fiori in un vaso, oggi conservata alla Pinacoteca Ambrosiana, mentre a Roma sviluppa altri temi e collaborazioni. Paesaggi, nature morte, allegorie, scene mitologiche e i raffinati cabinet paintings testimoniano così la progressiva trasformazione dei soggetti pittorici.
Il percorso di Palazzo Reale si allarga infine ad Anversa, Amsterdam, Haarlem e Praga, mettendo in dialogo i Brueghel con artisti come Paul Bril, Roelant Savery, Pieter Stevens e Jan van Goyen. Una prospettiva che restituisce il contesto culturale, economico e sociale nel quale nacquero il paesaggio, la natura morta, la pittura di battaglia e le scene di vita quotidiana come generi autonomi.
“I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa” diventa così un viaggio non soltanto dentro una famiglia di artisti, ma dentro la trasformazione della pittura europea tra Cinquecento e Seicento.

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