Qualche minuto fa avevo il calendario aperto dinanzi a me: la mia agenda da tavolo che utilizzo per appuntare un po’ di tutto: dall’appuntamento del dentista al saldo della fattura di un progetto, dalla consegna di un tale prodotto alla revisione dell’auto di famiglia. Si tratta di un blocco di carta colorato avvolto con una spirale che ogni anno riacquisto identico all’interno, modificando solo la copertina esterna con l’anno e la grafica. Lo sfogliavo e appuntavo scadenze e ricordi e in quell’istante mi sono accorta che sono passati tre anni e mezzo.




Tre anni e mezzo di famiglia, di vita a quattro. Di decisioni e scelte che si rincorrono come una spirale. Di abbracci e baci, di risate e piccoli litigi. Perché sì, non siamo persone perfette incastonate in una famiglia da Mulino Bianco, ma siamo quattro individui differenti fra loro che si amano alla follia, che sono sempre pronti l’uno verso l’altro, che se non facciamo pace prima di addormentarci ci vengono gli incubi. La semplicità e la fatica allo stesso tempo di questi tre anni e mezzo la sento tutta: negli equilibri completamente stravolti, nella quotidiana lotta fra il voler essere un buon genitore con regole e imposizioni e il desiderio di giocare insieme con la spensieratezza che un rapporto madre-figlia dovrebbe sempre possedere. Sono volati questi tre anni e mezzo e Gaia&Giada hanno imparato tantissimo: molto di più di quello che pensavo avrebbero potuto imparare in così poco tempo. Sono diventate delle piccole persone in miniatura, con i loro caratteri e i loro desideri piccoli, ma grandi allo stesso tempo. Hanno terminato il primo anno di materna e si stanno preparando per ricominciare a settembre come “mezzane” e non stanno più nella pelle. E io le vedo crescere, ogni giorno. Vivo questo privilegio ogni mattina, con un loro abbraccio della buona notte ogni sera, e mi sento grata per questo regalo meraviglioso che ho ricevuto.





A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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