¬ęPer quanto riguarda il mio aspetto fisico, sono alta un metro e sessanta, ho i capelli castani, il volto squadrato e gli occhi cos√¨ disgraziatamente distanti l‚Äôuno dall‚Äôaltro che mi ci vogliono tre settimane per riuscire a trovare un paio d‚Äôocchiali che si adattano al mio naso. Il mio viso non ha niente d‚Äôeccezionale, ma se mi vesto come si deve posso sembrare snella¬Ľ.¬†¬†Lo¬†disse agli esordi¬†la giovanissima Jacqueline Lee Bouvier, fornendo a tutti un’immagine di se stessa¬†molta critica e a tratti dissacrante. Un’immagine dismessa¬†che per√≤ sar√† destinata a diventare ben presto un mito intramontabile.

Nata a Southampton, il 28 luglio del 1929, Jacqueline trascorre i suoi primi quattordici anni tra inverni a New York ed estati in campagna, coltivando il suo amore per i cavalli e per¬†l’arte in genere, la poesia in particolare¬†di Charles Baudelaire e di Oscar Wilde. Si¬†ribattezz√≤ presto¬†“Jackie” perch√© quel nome di battesimo¬†era “antiestetico”, quasi come una gabbia, lei invece era curiosa, allergica alla ripetitivit√†,¬†alla routine.

Dopo il diploma non vuol fare la casalinga e si afferma come giornalista del Washington Times-Herald.

Ben presto per√≤ rompe questo rivoluzionario proposito: Jackie diventer√† la Signora del mondo, quando nel 1951 a 33 anni conosce John Fitzgerald Kennedy…ed √®¬†subito amore! Inizia cos√¨ la storia pi√Ļ affascinante e pi√Ļ celebrata dai rotocalchi di tutto il mondo.

Donna moderna e icona di stile, Jackie Kennedy Onassis ha trascorso quindi¬†una vita in prima fila,¬†cercando di tenere¬†riservata la sua intimit√† a tutti i costi e¬†lasciando trionfare un’immagine¬†impeccabile.¬†Oggi potremmo definirla la Regina di stile del 900, colei che incarna e riassume l’eleganza anni 60.

Oggi ho deciso di passare in rassegna il suo stile dalla A alla Z! Appassionata di abiti, vestiva in maniera estremamente sintetica, pochi pezzi e un solo punto focale. Poteva essere il taglio del tailleur, il colore: spesso mixava rosa, arancio o giallo con estrema sapienza.

Adorava il vestito-tubino o i pantaloni a sigaretta; di qui la sua grande modernit√†: un foulard di Herm√®s, una borsa di Gucci, tanto da avere un modello a lei espressamente dedicato, scarpa dal tacco basso, mocassino o sandalo caprese.¬†Prediligeva l’haute couture francese, essenziale ma di qualit√†. Unico vezzo, un fiocco indossato sugli abiti durante il suo noto viaggio in India o quello che componeva la sua acconciatura al matrimonio con Onassis.

Questo solamente successivo ai 50 kg di seta dell’abito nunziale Kennedy,¬†che la consacr√≤ a pi√Ļ giovane first lady della storia. Giochi di decori, spalline omerali, punto vita ben sottolineato, una splendida collana di perle e tocco finale un velo di pizzo veneziano che era stato della nonna. Una donna che univa il passato al presente e che aveva in s√© il futuro che precorreva come nessuna. Androgina ma tanto donna!

A fare la differenza erano spesso¬†i suoi¬†accessori, il¬†foulard sui capelli ad esempio!¬†Da annodare¬†sotto il mento, molto trendy e vintage.¬†Il¬†filo di perle a suggellare sempre un outfit, un vero filo conduttore fra passato e futuro. Jackie¬†era fashion¬†anche¬†in spiaggia dove √® d’obbligo sfoggiare un costume colorato, magari arancione con le coppe,¬†in stile sixsties! Per sperare di avere anche solo un briciolo della sua classe, dobbiamo sempre avere nel nostro armadio uno dei suoi tipici abitini smanicati con bretellina larga, quelli che arrivano appena sotto il ginocchio, possibilmente di un bel rosa.

Era, infatti,¬†il 22 Novembre del 1963 quando indoss√≤ l’abito che ha fatto storia del costume: il tailleur rosa di Chanel. Chiunque abbia osservato, anche distrattamente, le foto dell‚Äôepoca si sar√† trovato di fronte una donna perfetta anche nella tragedia. La TV era in bianco e nero e soltanto un anno dopo, nel 1964, si seppe, per lo stupore di molti,¬†che quell’abito era rosa. Si rosa!

Quel tailleur tanto rosa di Chanel era un abito della collezione Autunno Inverno 1961. Coco, in netta rottura con Christian Dior, voleva liberare le donne da un bon-ton eccessivo ma voleva anche giocare sul genere formale, rompendolo un po’: rosa borghese quindi, ma silhouette moderna.

Quale migliore testimonial? Jackie non sarebbe Jackie senza i suoi tailleur bon ton, gli abiti a trapezio, gli occhiali da sole rotondi e…maxi, i cappottini animalier, i pantaloni capri. L’archivio degli scatti che ritraggono la first lady √® un vademecum di eleganza, glamour, femminilit√†!

Non era ancora il tempo delle “Influencer” ma Jackie ne fu un’antesignana.

 

Articolo scritto e redatto da Teresa Elefante | Tutti i diritti sono riservati

 

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