Ora vi svelerò un segreto: le mucche del famoso cioccolato Milka non sono lilla, ed in Svizzera non si producono orologi (o per lo meno non solo!). Oggi faremo un viaggio, un blogger tour di due giorni, alla scoperta di uno Stato così affascinante e così pieno di cliché. Esatto, avete intuito bene: siamo diretti in Svizzera.

Partenza alle ore 8 da Milano, più precisamente dalla fermata della M1 Molino Dorino dove ad attenderci c’è Nico, responsabile del progetto tvsvizzera per la RSI: sul vagone della metro ci siamo solamente io e la mia valigia. Primo step a Como per recuperare Rosa, una nostra compagna di avventure, e poi si riparte alla volta del confine. Ma prima qualche cenno storico: la Svizzera è divisa in cantoni, che sono in totale 26 ed ognuno ha la sua costituzione, un suo parlamento, un suo governo e i suoi organi giurisdizionali.  Noi siamo diretti al Canton Grigioni che è il più grande e l’unico ad essere ufficialmente trilingue: la Svizzera è suddivisa infatti in tre regioni linguistiche, tedesca, francese, italiana e romancia (unicamente per quanto riguarda il Canton Grigioni). Il romancio è infatti una lingua nazionale dal 1938 che appartiene al sottogruppo delle lingue retroromanze. Lingue, culture e religioni diverse vivono ogni giorno a stretto contatto, si incontrano e si comprendono a vicenda, in totale armonia.

Prima tappa ufficiale a San Bernardino, villaggio ai piedi dell’omonimo passo alpino, dove, da bravi italiani, iniziamo la nostra ricerca di “un espresso come si deve” (la vedo dura ragazzi!). Completamente immersi nel verde possiamo ammirare lo scorrere del fiume Moesa, che nasce tra le colline del passo ed attraversa il paesino per poi affluire nel Lago d’Isola. Intorno a noi non c’era altro che pace e tranquillità, un vero paradiso in confronto alla caotica Milano da cui siamo abituati.

 

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Dopo la pausa caffè si riparte alla volta di Davos che visiteremo nel pomeriggio. Prendiamo la funicolare, attiva dal 1899, e saliamo circa 300 metri al di sopra di Davos (siamo a circa 1860 metri sul livello del mare), alla volta della frazione di Schatzalp. Nei pressi di quello che era il sanatorio, Thomas Mann si ispirò per scrivere il suo romanzo “La montagna incantanta” (se non avete ancora avuto occasione ve lo consiglio, è proprio una bella lettura). La vista sulla valle è decisamente mozzafiato, un qualcosa senza paragoni.

Presso il Berghotel Schatzalp assistiamo alla ripresa di alcune scene del nuovo film di Paolo Sorrentino, “La giovinezza”, in uscita per la primavera 2015. Per il momento è lecito svelare poco riguardo al (maybe) prossimo Premio Oscar, se non che si tratta di una sorta di riflessione sulla vecchiaia e su che cosa si lascia al mondo dopo la morte. La ricerca per i dettagli di Sorrentino sarà sempre presente, ne testimonia anche l’utilizzo della musica.. ma per il momento mi fermo qui! Vi anticipo solo che domani saremo a Flims sul set della maggior parte delle scene del film!

 

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Un pranzetto veloce con vista spettacolare al Panorama Restaurant con i produttori cinematografici del film, perché la cose da vedere sono ancora molte! Riscendiamo con la funicolare ed incontriamo Nuot Lietha, responsabile Media ET Davos, che ci parla di Kloster, una piccola frazione di Davos di 215 abitanti. Un vero e proprio paradiso degli sport invernali, richiama appassionati di sci e snowbord da tutto il mondo con i suoi impianti sciistici che collegano oltre 300 chilometri di piste praticabili. Tuttavia Davos Kloster offre una serie innumerevole di attività sia per gli amanti della neve che delle passeggiate. Ci dirigiamo poi a Davos Monstein, un paesino molto tranquillo ma in cui è possibile fare moltissime attività. La nostra guida ci consiglia come periodi migliori per una visita i mesi di luglio e agosto (per apprezzare al meglio la stagione estiva) e quelli di febbraio e marzo (per quanto riguarda la stagione invernale). Qui troviamo una birreria, che a detta della guida è soprannominata “The last beer stop before Heaven”. Beh, penso che una fermata sia decisamente obbligatoria!

 

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La prossima meta è Flims, nota stazione sciistica, dove soggiorneremo e ceneremo al ristorante Bünder Stude, dove le specialità locali non mancano (ci siamo tutti innamorati del Rösti, piatto tipico a base di patate grattugiate e saltate in padella). Ci rechiamo poi al bar dell’Hotel Flims Waldhaus Mountain Resort, dove beviamo un drink e tifiamo l’Italia, che nella sua prima partita ci regala gioie e soddisfazioni!

La mattina seguente la vista dalla mia stanza d’albergo è un qualcosa che mi lascia senza fiato: montagne e verde a perdita d’occhio. Colazione a base di macedonia, croissant e succo d’arancia e sono pronto per la prossima tappa: la SPA dell’albergo Waldhaus Flims Resort! Tra piscina, sauna e idromassaggio possiamo vedere quelli che sono stati i luoghi di gran parte delle riprese del film di Sorrentino. L’albergo ha senza dubbio un fascino senza tempo ed è davvero gigantesco (infatti quasi mi sono perso nel giardino, ma non ditelo a nessuno). Pranziamo al ristorante dell’albergo e ci dirigiamo ad incontrare Melanie Keller, PR ET Flims/Laxx, che ci accompagna a visitare il Caumasee, la nostra ultima meta. Il Caumasee, o Lago di Cauma (una sua traduzione più “alternativa” è anche “lago dell’ozio”), con le sue acqua di una tonalità verde turchese e le sue rive che richiamano il colore dell’oro, fanno venire voglia di sdraiarsi a prendere il sole e di tuffarsi in acqua, anche quando le temperature non sono decisamente delle più estive. Più che a un lago svizzero, fa quasi pensare ad un lago dei Caraibi, il posto perfetto per rilassarsi e sostare senza alcuna preoccupazione.

 

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Il nostro tour purtroppo è giunto al termine, anche se sono sicuro che tornerò presto a visitare la Svizzera, perché è decisamente piena di posti tutti da scoprire. Se vi va vi consiglio di farci un salto, dopo tutto il confine è a meno di un’oretta di macchina da Milano. Ci vediamo al prossimo viaggio!

(Potete trovare altre foto sui canali ufficiali di @tvsvizzera e sui miei, seguendo l’ashtag #swissme).

Articolo scritto e redatto da MARCO LUCATO | Tutti i diritti sono riservati

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