Ci avete mai pensato alla dualità delle cose? Alle sfaccettature contrapposte del medesimo gesto? Alla possibile interpretazione agli antipodi di alcune parole? Alle due facce della stessa medaglia? Sì? E che risposta vi siete dati? Che è colpa degli altri? Che sono le circostanze? Che lo aveva anche detto l’oroscopo? Che è un momento così? E se la medaglia fossimo semplicemente noi. Eh

Se fossimo costruiti ed assemblati mettendo insieme due parti che fra di loro cozzano inesorabilmente? Se non dipendesse da noi e dalla nostra volontà ma fosse semplicemente così? E’ la dualità irrazionale che diviene difficile da affrontare nella quotidianità dove le cose ci paiono tutte solo bianche o nero, senza sfumature di grigio. Come se ogni decisione fosse imprescindibile e perenne. Come se una volta imboccata una strada non potessimo tornare più indietro e modificarla. Come se.. basta

Interviene l’altro lato. Quello che, viva Dio, esiste. Che scaccia la mestizia in un angolo, ce la confina dentro e ti scuote forte, come un terremoto che prende vita da un’eruzione vulcanica. Senti la vita che si riappropria di te. Senti il vento che soffia leggero ma freddo e ti fa venire i brividi che ti percorrono la schiena. Senti che forse dovresti davvero prendere in mano il resto e buttare i pensieri oltre la siepe, lasciarli li e proseguire dimenticandotene. Forse dovresti chiamare per quella casa che avevi visto, dovresti ricominciare a correre, dovresti scrivere a quella ragazza che hai baciato in una notte di settembre, dovresti suonare la chitarra abbandonata in un angolo e dovresti telefonare a tuo padre che ti voleva solo fare ciao prima della partenza. Dovresti scegliere una meta e provare a raggiungerla, dovresti tirare il fiato e prenderti un giorno off solo per te, dovresti iniziare a scegliere a cosa dedicarti senza lasciarti sopraffare da quello che ti viene proposto, dovresti smettere di fumare e lasciare che il tuo corpo si riappropri del suo odore senza che sia mescolato con quello della città, dovresti smettere di farti seghe mentali che ti sfibrano e ti lasciano stanco. Dovresti decidere che la quotidianità è bella anche se incasinata, che il tempo si trova per quello che si desidera, che la notte a Milano è più bella in due che da soli, che gli amici sono un bene così prezioso che se ne incontri uno non devi perderlo. Dovresti ricordarti che la musica è vita e va scelta con cura, che un disegno sul corpo non ti incastra in una categoria, che una fotografia è un ricordo tangibile, che un viaggio nel weekend a volte è la soluzione più bella per mettere punto ed andare a capo.

La dualità non è sbagliata. Va solo affrontata tirandone fuori il meglio.

Non c’è sì senza no. Non c’è alba senza tramonto. Non c’è luce senza buio. Non c’è amore senza dolore. Non c’è amicizia senza scontro. Non c’è guadagno senza lavoro. Non c’è brivido senza incoscienza. Non c’è scrittura senza lettura. Non c’è io senza te

 

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A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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