Sono passati quasi dieci anni da quando la giovane designer Marianna Rosati, direttore creativo, ha lanciato con suo padre, Ferrero Rosati, fondatore della Santacroce, il brand di pelletteria di lusso DROMe, progetto speciale a cura di Factory Srl. Pelle come un abito di seta. Pelle come materia viva e plasmabile. Questo il segreto di DROMe, brand italiano sofisticato dal tocco moderno, minimale ed eccentrico allo stesso tempo.

DROMe non ha un preciso significato. Nel linguaggio scandinavo viene associato al concetto di sogno e viaggio. Lungo questo fil rouge, si persegue un modello di donna audace e introspettiva. La moda, espressione dell’evoluzione dei gusti, della sensibilità e quindi testimonianza estetica cammina insieme al progresso tecnologico e allo studio di nuove linee. Gli elementi si scompongono e si ricompongono in un patch di materiali, manipolazioni e sfumature.

DROMe è tra le società più emozionanti del settore, poiché l’estetica gioca con gli opposti. La moda incontra il design. I volumi sono sempre importanti con proporzioni non convenzionali. Il risultato è una visione poetica che reinventa il concetto di classico e che sdogana il classico chiodo dal mondo dei biker, degli sportivi o dei ribelli. Infatti, la pelle negli anni Cinquanta era simbolo di opposizione. Nel 1971 Vivien Westwood, sempre attenta allo street style, trasforma il chiodo in un capo di tendenza. Ma fu Yves Saint Laurent ad inserire per primo la pelle nelle collezioni.

La Pre-Fall 2018 DROMe sviluppa l’approccio minimal già sperimentato nella Spring Summer 2018 con una linea calda ed estremamente femminile. Si cercano nuove armonie più che disarmonie provocatorie. Invece di frantumare il concetto di stile con facili mescolanze, si tende a creare uno stile dove tutti gli elementi sono orchestrati tra il minimalismo estetico, la qualità delle materie prime e l’hand made.

Influenzata da Alexander Wang, Helmut Lang e Céline, dall’arte contemporanea e dal teatro, dove molte forme di comunicazione si mescolano e invadono spazi inconsueti, Marianna Rosati è tra le stiliste preferite di Madonna e Lady Gaga.

I capi della famiglia Rosati sono vitali e visionari. Nell’outwearing i piumini diventano centrali. Pelle, lana e nylon sono mischiati insieme a soffici giacche in montone. Maxi pantaloni e tubini sono arricchiti da tagli e spacchi profondi. Quest’anno la collezione include pantaloni in lana oversize e gonne dalle forme decostruite e asimmetriche. Il classico tartan si unisce alla pelle.

Le silhouette si accentuano al punto vita dando importanza alle spalle, alterando la forma naturale del corpo. Il blazer resta uno dei pezzi cult. Il completo maschile viene ridefinito, rivelando un animo più underground grazie alla vernicetta increspata.

Tradizione, sperimentalismo, eclettismo si uniscono con le linee sofisticate di derivazione couture. L’appeal è minimale, rigoroso ed estremamente traversale.

Dalla nappa morbida ed invecchiata, alla lana merinos, dal cachemire al kalgan, (il pelo mosso riccio di pelo di pecora proveniente dalla Cina), dall’astrakan, ottenuta con le pelli del karakul, una pecora nera originaria dell’Asia centrale, al classico montone. Dal bianco, all’ametista, dal viola melanzana al verde militare, gli abiti in pelle incontrano il classico check. La nappa grazie ad una sapiente processo di lavorazione diviene quasi setosa. La sperimentazione si manifesta con un particolare tessuto in check plissettato, combinato con pelle e lana, e con una leggerissima viscosa che compone bluse voluminose con dettagli di drappeggio. Maglie crop e a collo alto restano perfetti sotto-giacca insieme a morbide maglie in seta, inspirate alle forme dell’intimo maschile.

Gli accessori diventano protagonisti. Le borse, evoluzione della market bag presentata nella Spring Summer 2018, si strutturano attraverso drappi e strisce in pelle, vernice e montone. Lo stivale Botero, prodotto in collaborazione con il marchio storico toscano Buttero, viene completamente reinventato: di altezza variabile, con dettagli in vernice, perde il tipico look da cowboy e assume un stile più radicale. Il tacco in plexiglass colorato è il comune denominatore per stivali, stivaletti e décolleté.

DROMe ci offre una donna elegante, tagliente, sensuale, fuori dagli schemi. Forte, provocatoria, sensuale e misteriosa, ma sempre sofisticata e street urban. Con una corazza dura e un cuore romantico.

Articolo scritto e redatto da Daniela Rigoni | Tutti i diritti sono riservati

Credits: Factory srl | Tutti i diritti sono riservati

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A proposito dell'autore

Daniela, torinese DOC, amante della natura e della montagna ma cresciuta col tacco 12. Avvocato e docente, in Italia e all'estero, ha i geni della scrittura ed ama l'eleganza, il bon ton e la grazia in tutte le sue forme. Esteta, eclettica ed imprevedibile, tra una lezione di diritto e marketing internazionale una uscita in apnea o sulle distese ghiacciate, scrive di amori, di emozioni, di relazioni, di sogni e di bellezza come autentico stile di vita. Ama viaggiare in treno e catturare istantanee dei mondi che incontra.

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