Immaginate di svegliarvi, un giorno, e vedere il mondo attorno a voi completamente rovesciato. Nulla è più lo stesso e tutto è cambiato. Di cosa avremmo bisogno in una situazione simile?

È proprio questo il cambiamento di cui ci vuole parlare la nuova campagna Desigual per la presentazione della collezione FW 19/20.

Le menti creative del brand si sono svegliate un giorno pensando che ‘’Forward is boring’’.

Guillem Gallego, Chief Marketing Officer Desigual, a sostegno di un’inversione di prospettiva, si ritiene pronto a condividere un grandissimo cambiamento con il mondo.
Sì, perchè questa nuova campagna è la prima ad essere presentata anche sotto forma di manifesto.

È cominciato tutto con il capovolgimento del marchio: oggi la scritta Desigual può essere letta solo se si guarda attraverso uno specchio – o un selfie! – .

E, nonostante tutto questo non sembri essere retto da logica, sono proprio le menti illogiche ad essere le vere motrici dei cambiamenti.

La necessità di Desigual è quella di muoversi, evolversi e migliorarsi guardando le cose sotto un altro punto di vista e di pensiero.

È qui che il Backward Thinking diventa il metodo creativo per eccellenza. Basato sulla logica dell’illogico, offre la capacità di capovolgere i problemi e le situazioni solamente grazie alla creatività innata che ognuno di noi ha.
L’obiettivo? Quello di far evolvere positivamente le circostanze per migliorarsi costantemente. 

Non trattandosi solo di una campagna ma di una vera e propria filosofia, il video-manifesto ha un approccio spiccatamente multidisciplinare. Lanciato il 2 settembre sui canali di YouTube, Instagram e desigual.com, esso vanta della collaborazione con prestigiose agenzie – come ‘’We are Pi’’ e ‘’Sauvage’’ – e artisti.
La campagna, filmata interamente a Barcellona sotto la direzione della giovane Lisa Boostani, presenta una successione di scene evocative e

inizialmente incomprensibili si succedono interamente al contrario per ricordare, una volta ancora, che forwards is boring!
La presentatrice del video è Julia Herrero Morillas, che ha 8 anni: salvaguardando la creatività del suo sguardo, nessuno può esprimersi meglio di un bambino.

Con una comunicazione tutta digitale, Desigual invita i suoi utenti a giocare con il proprio cellulare, capovolgendolo o sperimentando con la fotocamera in modalità selfie. 
Come ricorda Ricardo Gomez, non bisogna sottovalutare questo tipo di interazione: occorre far pensare le persone, senza lasciarle indifferenti al messaggio.

Ed è così che il patchwork di creatività al “contrario” Desigual ci conquista subito, perchè capovolgere il logo in modo permanente non è solo un cambiamento di immagine ma anche di mentalità. 

Articolo scritto e redatto da GIADA LANZOTTI | Tutti i diritti sono riservati 

A proposito dell'autore

Modenese solo sulla carta di identità, ha scelto Milano come vera casa. Ha 22 anni e studia Arti Multimediali. Forse un po' troppo iperattiva, ma è innamorata persa della fotografia e della scrittura. Da vera buongustaia, vive felice quando è nel suo habitat naturale: la pizzeria.

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