La nostra penisola è decisamente ricca di luoghi incantevoli, di scorci mozzafiato e di quel mix unico nel suo genere dato dal territorio, dal cibo e dalla sensazione meravigliosa che questo rimescolio riesce a trasmettere. Oggi voglio parlare proprio di uno di questi posti, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera, immerso nel verde nella pace.

Sotto il nome di La locanda del Notaio si cela infatti un hotel aperto da marzo ad ottobre che nasconde al suo interno un ristorante semplicemente pazzesco.
Si tratta di un’antica dimora trasformata in albergo con ristorante stellato grazie alla sapiente ristrutturazione operata dalla proprietaria e coreografa teatrale Simonetta Manara Schiavetti, moglie del notaio Attilio Schiavetti, colui che ha ispirato e dato il nome all’attuale locanda. Il tutto si trova nella verde valle d’Intelvi, a quattro passi dal lago di Como e dal lago di Lugano. Si compone di un giardino in perfetto stile inglese dove è possibile riposare e rilassarsi al sole o all’ombra degli alberi secolari. Durante l’estate il gazebo diventa luogo ideale dove gustare piacevoli prodotti, fare merenda con lo sguardo rivolto alla rilassante bellezza del parco ed alla curiosa installazione di arte moderna a tema fossile firmata da Nicola Salvatore: La Balena. La struttura si compone di diverse tipologie di camere, tutte spaziose accoglienti e dotate di ogni comfort, immerse nella silenziosa struttura verdeggiante e arredate in mood moderno e raffinato, perfette per un weekend fuori porta all’insegna del relax e dello stile.

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Ma veniamo ora al secondo cuore pulsante de La Locanda del Notaio: il ristorante dove un giovanissimo chef classe 1989, Edoardo Fumagalli, porta avanti la stella Michel con il suo passato all’estero che vanta esperienze in due ristoranti duri stellati di Parigi e New York e che è tornato in Italia per una nuova avventura immerso nel verde. Il menù è variegato, attento e decisamente di altissimo livello. I piatti d’autore portano al commensale un ben equilibrato mescolio di ricerca, tecnica, scelta di prodotti di qualità, innovazione e creatività, il tutto coadiuvato da una tradizione solidamente radicata nel territorio ed nella cultura contadina. La carta si compone di menù di stagione e menu degustazione dove accostamenti intriganti differenziali la fanno decisamente da padroni.

Mi resta quindi che lasciarvi con una carrellata di immagini che raccontano la cena, stellata appunto, che ho avuto la possibilità di gustare per godermi il paesaggio con i colori autunnali e un menu che strizza l’occhio al vicino inverno.

Cannoli siciliani salati di caprino
Chips di polenta e nero di seppia
Crostini con lardo e pane alle erbe
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Antipasto
Gazpacho di frutti di bosco e gamberi rossi di Mazara del Vallo
Salmone selvaggio marinato, le sue uova e pere mostardate
Zappetta di cannellini con code di scampi scottate e salame piccante
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Primo
Risotto con limone e alloro
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Secondo
Medaglioni di rana pescatrice, salsa alla barbabietola e crostini di midollo
Costolette di maialino da latte all’harissa, cipolline e funghi fingerli
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Dolce
Cioccolato morbido glassato e frutto della passione
Crostatina ai fichi, lime e cioccolato bianco
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