Eccoci al giorno della settimana che preferisco: il giovedì!
Ed eccoci con una nuova intervista: questa volta non parliamo di una blogger, nè di uno stilista. Oggi parliamo di una ragazza trapiantata a Milano ma con il sangue palermitano, un vero vulcano di idee e creatività, mica per niente nella vita fa la copy!
Ma come non sapete cosa fa una copy?? Allora è giunto il momento di divorare l’intervista che le ho sottoposto


10 secondi per conoscere…
Doriana e la Mela
 
1. Nome, soprannome
Doriana Manzella, in questo caso meglio nota come La Mela


2. Perché la scelta di dar vita ad una pagina su facebook Una pubblicità al giorno ed a cosa ti sei ispirata?
Il format La Mela nasce dall’idea di mio fratello Alessandro con un suo collega e si declina in diverse pagine figlie: una pubblicità al giorno, un libro al giorno, una canzone al giorno, un film al giorno, una citazione al giorno, una fotografia al giorno e un goal al giorno, ecc. Partendo da un’impostazione comune, le varie pagine si dividono per tipologia di contenuti. Ogni amministratore ha il compito di pubblicare un post al giorno, relativo all’ambito di interesse. Nello specifico io mi occupo di pubblicità, spaziando tra campagne passate e attuali, tra canali di comunicazione tradizionali e innovativi. La mia ispirazione deriva dalla mia passione per l’argomento. Lavoro infatti come Copywriter in un’agenzia di pubblicità


3. La pubblicità o campagna che avresti voluto ideare tu? E perché?
Come campagna video scelgo lo spot “Polo Confidence”, realizzata da DDB Londra per Volkswagen. La scelgo perché mi fa ridere un sacco, perché trovo quel cagnolino assolutamente irresistibile e perché mi rispecchio tantissimo in lui. Ho sempre pensato che solo nell’abitacolo della propria auto si possa cantare veramente a squarciagola. In casa hai sempre un po’ il timore che il vicino di casa picchi sul muro con la scopa, in strada che ti prendano per pazzo. In macchina, invece, puoi liberare la tua voglia di sentirti una star. Oltre a divertire, questo film mette il prodotto in primo piano, il che non è del tutto scontato. Molti spot sono memorabili per le loro storie e non per la marca pubblicizzata, che viene “cannibalizzata” dalla forza stessa del film. Questa, ovviamente, è un’insidia che andrebbe sempre evitata in pubblicità.



Come campagna stampa, ironia del caso, scelgo nuovamente un soggetto realizzato per Volkswagen dalla stessa agenzia, la DDB. Si tratta di “Think Small”, una campagna degli anni ’50 realizzata per il celeberrimo Maggiolino. La scelgo perché ha rappresentato una vera rottura nel campo della pubblicità, rivoluzionando il modo di comunicare il prodotto. Per ulteriori dettagli, rimando a Wikipedia.


4. La pubblicità o campagna che sei contenta di non aver fatto? E perché?La campagna di un noto fotografo e pubblicitario italiano per un marchio di abbigliamento, sviluppata nel tentativo di sensibilizzare i consumatori sul problema dell’anoressia. Non faccio nomi di proposito, per non fare alcun tipo di pubblicità. L’abitudine di questo pubblicitario è proprio quella di sfruttare la forza dello scandalo per far parlare. Spesso di sé anziché del messaggio. L’efficacia o meno di questa strategia di comunicazione è sicuramente discutibile. Giusto o sbagliato che sia, però, questo stile non rispecchia il mio approccio al mestiere


5. Il ruolo della pubblicità nella tua vita reale?Mi è sempre piaciuta la pubblicità e spesso da adolescente mi ritrovavo a fare zapping in TV in cerca di spot. Questa passione mi ha portato a scegliere con convinzione il mio ambito di studi universitari e mi ha condotto al mio attuale impiego di Copywriter


6. Quale significato ha per te il verbo ”pubblicizzare”?Significa lasciare un messaggio preciso nella mente del fruitore. Per farlo al meglio, l’ideale è attivare le leve emotive: divertire, commuovere, stupire. Il consumatore è cambiato molto e non è più così facile influenzarlo. Non basta l’esposizione massiccia a un messaggio per convincerlo che un prodotto è buono. Bisogna attivare un ragionamento, o delle sensazioni che trasmettano i valori di cui la marca si fa portatrice.


7. La creazione di una campagna ha pro e contro: cosa hai imparato lavorandoci e cosa ancora vuoi apprendere?I pro sono che ti permette di imparare sempre cose nuove. Quando cerchi l’idea creativa, devi informarti bene su un mucchio di cose che riguardano il mondo del prodotto da pubblicizzare. Per questo un creativo deve prima di tutto essere molto curioso, e desideroso di andare a fondo nelle cose. I contro sono che, a volte, non riesci a smettere di pensare alla campagna. Non stacchi. È abbastanza risaputo che le idee migliori vengano fuori dall’agenzia, ascoltando distrattamente il discorso di qualcuno sul tram, cogliendo con lo sguardo una forma proiettata dalla luce. È lì che avviene il momento “eureka”. Cosa ancora voglio apprendere? La lista è troppo lunga!


8. Progetti futuri? Come, dove e quando?Il 2011 vorrei che fosse un anno di cambiamenti. Di nuovi stimoli, di nuove città, di nuove cose da scoprire. Ci stiamo lavorando


9. Dove possiamo trovarti?
Su Facebook Una pubblicità al giorno
Su Twitter MelaPubblicita


10. Quale domanda avresti voluto e quale risposta mi avresti dato?Molto Marzulliana, questa
D.: “Cosa ti piacerebbe che diventasse La Mela – Una Pubblicità Al Giorno?”
R.: “Un luogo virtuale di scambio e di incontro per appassionati di pubblicità, con la partecipazione di creativi delle agenzie di tutto il mondo”.

A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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